A San Zeno “zero spreco” Cherici: “E’ finita l’epoca dell’incenerimento”

Due giornate, 7 e 8 settembre, al polo impiantistico all’insegna della musica e del cibo per promuovere la cultura del recupero

Mercoledì, 30 Agosto 2017

E' vero che non sono gli aretini, quelli che in Toscana producono più rifiuti: 575 chilogrammi procapiteognianno, controi 686dei senesi e i720dei pratesi. Manonè soloconla quantità, troppo spesso sintomo di una riduzione forzata dei consumi,che simisura il livello della cultura dei rifiuti. E' anche e soprattutto la qualità di quello che finisce nei cassonettiadareunaidea piùprecisa di quanto si spreca. "I sacchetti della spazzatura sarebbero più leggeri se non contenesserotutti gli scarti della cucina. E sarebbe più facile anche il compito di Aisa Impianti che con il polo impiantistico di San Zeno sta centrando l'obiettivo dello Zero spreco.Un obiettivo che vuol condividere in due giornate di festa, giovedì 7 settembre e venerdi 8 settembre, con la quartaedizione delWarehouse DecibelFestivalorganizzata da Paco Mengozzi, l'ideatore del Mengo Music Fest sul prato antistante l'impianto, e con una cena, Charity dinner, con incasso da devolvere alla Casa Pia e all'Istituto Thevenin. "E' proprio la condivisione di obiettivi comuni - dice Giacomo Cherici, presidente di Aisa Impianti - che ha portato il Polo impiantistico di San Zeno al riconoscimento di Polo a zero spreco, frutto di una moderna visione del trattamento dei rifiuti tutto rivolto al recupero. E' finita l'eradell'incenerimento sic et simpliciter". Comincia, appunto, quella del riutilizzo di ogni componente dei rifiuti. Ma è una nuova era che si apre sì a San Zeno, ma perché duri a lungo serve una sensibilizzazione sul reale valore dei rifiuti. Per questo alla due giorni di San Zeno è affidato l'avvio del progetto "Zero Spreco", un vasto programma promosso da Oxfam Italia e Aisa Impianti dedicato agli studenti delle scuole medie e superiori di Arezzo. "Per informare e sensibilizzare le nuove generazioni - dice AlessandroBechini, direttore dei programmi Oxfam in Italia -sul temadello spreco alimentare, del consumo consapevole e del diritto al cibo". Il riutilizzo degli avanzi di cucina sarà uno dei moduli didattici del programma, ma per dare un esempio in natura dello zero spreco basterà ripercorrere la vita delle api che non producononiente chenonpossa essere utilizzato. Il tasto dolente è quello di un terzo modulo, quello della raccolta differenziata che con il 42 per cento vede Arezzo in coda nella graduatoria dei comuni toscani. Si insegnerà ai ragazzi come farla in maniera corretta, e come dare nuova vita ai materiali di scarto. "Senza unacorretta raccoltadifferenziata insieme alla riduzione dei rifiuti prodotti - dice Cherici -è arduo ridurre i costi del servizio di igiene urbana e promuovere un'azionea favore dell'ambiente". Iltemagiusto da svolgere a San Zeno nella due giorni di zero sprecocon un convegno sulla formazione di esperti di economia e delle categorie professionali. Vietato usare la parola inceneritore.