Sui rifiuti una rivolta bipartisan «No ai superpoteri di Rossi»

Domenica, 29 Luglio 2018

Il fronte va da Arezzo a Follonica, da Torrita di Siena a Grosseto, ed è politicamente trasversale. I sindaci della Toscana del sud, sia di centrodestra che di centrosinistra, contestano la proposta di legge regionale che prevede il rafforzamento dei poteri della giunta toscana in materia di rifiuti. A preoccupare i primi cittadini dell’Aretino, del Senese e del Grossetano è in particolare un passaggio: «La giunta regionale, sentite le Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani interessate (gli Ato, ndr ), individua i flussi dei rifiuti destinati a trattamento fuori dall’ambito ottimale di produzione e gli impianti di destinazione». Un provvedimento che, nelle intenzioni della giunta Rossi, serve ad evitare un’emergenza rifiuti nell’Ato centro, quello di Firenze-Prato-Pistoia, dove tra inchieste e problemi di autorizzazione sono rimasti fermi per diverse settimane alcuni impianti di smaltimento. «Ma è inammissibile che la Regione faccia un atto di imperio invece di cercare un accordo tra le parti. Neanche nell’Urss di Brezhnev funzionava così», si accende Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e presidente dell’assemblea dell’Ato sud. Ghinelli è un civico di centrodestra, ma in questa battaglia ha come alleati tanti sindaci del Pd. «Esiste già una solidarietà per l’Ato centro, ma un territorio non può mettersi a disposizione in eterno. E non si può bypassare i territori», dice il sindaco di Poggibonsi David Bussagli (Pd). Da Sovicille Giuseppe Gugliotti, anche lui del Pd, aggiunge: «È necessario che chi non ha impianti sufficienti a smaltire i rifiuti lavori per raggiungere una propria autosufficienza». E cioè: l’area fiorentina, dove per volere di Rossi è stato cancellato il termovalorizzatore di Case Passerini, smaltisca i suoi rifiuti e non li porti qui. In Maremma sono preoccupati che l’immondizia della Toscana centrale finisca nell’inceneritore di Scarlino, a cui i tribunali hanno annullato per 4 volte le autorizzazioni per emissioni di diossina oltre i limiti di legge ma che ora è pronto a riaccendere i forni, dopo l’ok della conferenza dei servizi. «L’Ato — dice il sindaco Marcello Stella, centrosinistra — ha fatto intendere che i rifiuti di altri ambiti potrebbero confluire qui. Sarebbe una iattura, l’impatto sarebbe devastante».  E Andrea Benini, Pd, di Follonica: «Aumentare i carichi di smaltimento con un inceneritore simile porta solo rischi alla popolazione». L’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni risponde così alle critiche: «Mi sembra che certi toni esasperati come quelli di Ghinelli rispondano più alla propaganda che al tentativo di risolvere i problemi. Non c’è alcuna prevaricazione nei confronti degli Ato e dei Comuni: semplicemente serve qualcuno che faccia sintesi, certo in accordo con loro». La patata bollente è finita nelle mani di Stefano Baccelli, presidente della Commissione regionale Ambiente, (sempre Pd) che sta tentando una (faticosa) mediazione. «La prima cosa è ristabilire un confronto sereno — dice Baccelli — La questione posta da Rossi è seria, ma dobbiamo far sì che i sindaci non si sentano bypassati».