L'esperto. «Va potenziata la cultura del riciclo»

Mercoledì, 28 Marzo 2018

“Corepla sta contribuendo all’innalzamento degli obiettivi Onu 2030”, premette Antonello Ciotti, presidente del Consorzio nazionale riciclo plastiche, le principali indiziate dell’inquinamento ambientale. Come raggiungere gli obiettivi ("Goals") che si sono date leNazioni Unite e che il nostro Paese ha sottoscritto e fatte proprie in materia di tutela ambientale?La sostenibilità può esistere solo se frutto di un lavoro di squadra, a cui tutta la società civile, nel suo complesso, è chiamata. E l'Italia intera, come sistema Paese, deve promuovere questa "operazione", innanzitutto culturale. Concretamente?Dai servizi dei Comuni ai processi e prodotti dell'industria, la "cultura del riciclo" deve essere integrante al pacchetto di norme sull'economia circolare del 2030, quando tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili e il 55% riciclati. E poiché sta crescendo la raccolta differenziata, occorre aumentare gli sbocchi di mercato del materiale riciclato. Le frontiere più innovative della ricerca non rimangono confinate nell'ambito plastica. A quali altri settori si estendono?Evidente e duplice è l'eco sul design: duplice, perché progettare gli imballaggi in modo da favorire le attività di recupero, è elemento qualificante dell'equilibrio stesso tra prestazione e riciclabilità, e perché le plastiche - per le loro proprietà - invitano aCorepla sta contribuendo all'innalzamento degli odare sfogo alla creatività. Grande sviluppo si avrà poi nelle tecnologie di de-polimerizzazione, ovvero del riciclo chimico, che consentirà la frammentazione di un polimero in molecole (poi usabili) di peso persino inferiore a quello del monomero di partenza. I processi meccanici in uso non sono sempre compatibili con gli imballaggi più performanti, ed ecologicamente più salubri, mentre oggi si può arrivare ad un PET da riciclo per alimenti confrontabile al polimero vergine. Dunque, niente "Stop alle plastiche"? Fornisce una percezione errata di un materiale che hapermesso le più grandi innovazioni dell'ultimo secolo: penso all'Information Technology, all'E-commerce, agli strumenti biomedicali, a cui è spesso legatala vita, alle componenti dell'aerospaziale e dei mezzi di trasporti. Per non parlare dell'invenzione dell'imballaggio: informa il consumatore e trasporta, conservando in modo igienico e sicuro, merce deperibile, altrimenti sprecata. Certo, la plastica va gestita correttamente: per questo, è cruciale la raccolta differenziata e che nulla finisca disperso nell'ambiente, ma torni a nuova vita. Nel felice ciclo della natura. E dell'economia.

Fonte