Qualità della vita

Ambiente

Lunedì, 27 Novembre 2017

Classifica immutata rispetto allo scorso anno nelle prime tre posizioni, con Trento ad aprire la classifica sulla qualità ambientale e, a seguire, nello stesso ordine del 2015, Mantova e Belluno. Segue Bolzano, che sale nelle posizioni di testa scalando 22 posti. Aumenta in maniera apprezzabile il numero di province inserite nel gruppo di testa, 24 contro le 22 unità delle passate due edizioni. I mutamenti apportati al disegno dell'indagine nelle ultime edizioni, con l'esclusione di alcune variabili istituzionali, ha conferito un maggiore realismo ai risultati, ma anche una maggiore variabilità, per cui anche quest'anno nelle posizioni di testa figurano numerosi outsider.Nel gruppo di testa figurano 4 province dell'Italia nord-occidentale, contro le 7 della passata edizione, di cui 2 in Piemonte (Novara e Verbano-Cusio-Ossola) e 2 in Lombardia (Mantova e Sondrio); 8 province del Nordest, come nel 2014: Trento e Bolzano; Belluno; Pordenone e Udine; Modena, Parma e Reggio Emilia; 4 province del Centro come lo scorso anno (Siena; Perugia; Ascoli Piceno e Fermo); 8 province dell'Italia meridionale e insulare, contro le 3 della passata edizione, di cui Teramo in Abruzzo; le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia; Cosenza; ben 4 province sarde (Nuoro, Ogliastra, Oristano e Medio Campidano).La consistenza numerica dei primi due gruppi ha mostrato una battuta di arresto rispetto alla passata edizione. A fronte degli andamenti registrati nel gruppo di testa, il gruppo 2 comprende 33 province, contro le 36 del 2015. Il numero di province in cui la qualità ambientale è risultata buona o accettabile (57) è leggermente inferiore a quello registrato nel 2015 (58). Al contrario di quanto verificatosi lo scorso anno, aumenta il numero di province censite nel gruppo 3 e caratterizzate da una qualità ambientale scarsa, che passano dalle 31 censite nel 2015 alle 35 della presente edizione dell'indagine, a conferma dei risultati osservati nelle passate edizioni.A controbilanciare tale fenomeno, diminuisce il numero di province nel gruppo di coda, dalle 21 province censite lo scorso anno alle attuali 18. Alcuni di questi andamenti negativi sono determinati dalla mancata comunicazione delle informazioni statistiche rilevanti per la compilazione delle indagini Ecosistema Urbano di Legambiente e Qualità dell'ambiente urbano dell'Istat, dalle quali la nostra inchiesta trae la maggior parte delle informazioni. Tra le province nel gruppo di coda, figurano 2 province del Nordovest (Torino; Imperia), 3 province in Italia centrale (Massa-Carrara; Latina e Frosinone); 13 province dell'Italia meridionale e insulare, di cui L'Aquila e Chieti; le province calabresi ad eccezione di Cosenza; sei province siciliane (Enna, Siracusa, Ragusa, Palermo, Trapani e Catania); Olbia-Tempio in Sardegna. Chiude la classifica Imperia.

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