Buona volontà e eccessi di zelo

Martedì, 25 Luglio 2017

di Antonio Pascale Ho tanta buona volontà, varie fissazioni e vorrei pure cambiare il mondo: per questo pratico da tempo immemorabile la raccolta differenziata. Ma vi confesso che spesso ho un incubo. Comincio a temere, cioè, che qualche sindaco soprattutto di paesi piccoli e turistici, segua il modello Kamikatsu/Kasuichi. Il primo è un comune di 2.042 abitanti, il secondo è il Sindaco del paese: lui ha imposto per legge la raccolta differenziata «rifiuti zero spaccato». Hanno abolito il servizio pubblico di raccolta. I rifiuti organici devono essere selezionati in casa e ogni famiglia deve produrre compost da utilizzare nel proprio giardino o come letame per fioriere. Tutto il resto dei rifiuti va portato all'isola ecologica, ma attenzione, dopo aver tolto le etichette dalle bottiglie, lavato e asciugato ogni rifiuto, smontati gli «oggetti» così da riporre i differenti materiali in 34 diversi contenitori. Appunto 34, perché c'è il cassonetto per le sole penne biro, per i rasoi multiuso, per i lacci delle scarpe, le chiusure lampo ecc. In effetti a Kamikatsu dal 2003 non si producono rifiuti eppure secondo un sondaggio il 6o% degli abitanti si dichiara favorevole, mentre il 40% ha dubbi. Ecco, io sono tra questi: il sistema genera molto traffico inquinante, notevole consumo idrico per lavare i rifiuti e tanta energia per asciugarli. Non tutti gli abitanti curano la produzione del letame e quindi i rifiuti del vicino distratto puzzano. Per colpa del suddetto incubo sempre più spesso mi chiedo: è possibile in grandi città alzare la quota di differenziata? E di quanto? Quanto costa? E soprattutto, ce l'avrei il tempo, ora, di scendere, caricare la macchina e raggiungere l'isola ecologica e usare 34 contenitori? Sono domande che mi devo porre, perché la gran parte di noi vive in grandi città, dunque è necessario capire come organizzare la città del futuro (anche) in funzione dei rifiuti, come realizzare i materiali e gli impianti industriali di smaltimento, e insomma, vi prego, non date solo a me il carico di smaltire i materiali in 34 contenitori perché temo di crollare.