L'altro primato va con gli pneumatici

Domenica, 23 Aprile 2017

è un altro comparto del ricliclo in Italia che non ha nulla da inviare al resto d'Europa. Pl'industrianazionale delriciclo degli pneumatici fuori uso che ha uno dei tassi più elevati di riciclo di materia, in linea con quanto previsto dalla normativa europea. Secondo gli ultimi dati disponibili (2015), ogni anno in Italia si recuperano quasi 340mila tonnellate di Pneumatici fuori uso (Pfu), i145% delle quali viene avviato a recupero di materia, da cui si ottiene i176,3% di granulato di gomma, i123,5% di acciaio e lo 0,2% di fibra tessile, mentre il restante 55% viene destinato al recupero energetico, soprattutto presso i cementifici. Una parte significativa di quest'ultimo - quasi la metà- viene già oggi esportato, visto che è ormai saturo il mercato nazionale per insufficienza di sbocco.Dalla revisione del Decreto ministeriale 82/2011 (è la norma di riferimento per il settore) potranno arrivare miglioramenti all'efficienza del sistema, ma forte preoccupazione desta tra gli operatori il rischio che dal tavolo tecnico sul Decreto End of Waste del 2013 (è il testo del ministero dell'Ambiente che istituisce l'omonimo meccanismo finalizzato a chiarire quando un rifiuto cessa di essere tale) possa scaturire una visione esageratamente restrittiva sull'uso dei materiali riciclati. Queste le preoccupazioni di Unirigom, l'Unione recuperatori italiani della gomma, alla luce del bivio che oggi vive il comparto per la revisione appunto del decreto 82 e di quello End of Waste, che presto vedrà la luce. Se il lavoro di revisione del primo procede positivamente, le aziende temono che al tavolo tecnico sul secondo decreto prevalga una visione restrittiva sull'uso dei materiali riciclati.Se così dovesse essere, si produrrà una drastica riduzione della produzione di "granulo daPfu" con gravi ripercussioni sul settore, riduzione dell'occupazione e rischi di chiusura per inutilizzo di costosi impianti ancora non ammortizzati. l'associazione sta monitorando «con attenzione gli sviluppi» di questa normativa- spiega quindi il presidente Unirigom Andrea Fluttero - cercando di scongiurare quello che «sarebbe non solo un colpo durissimo per gli imprenditori del nostro settore, ma una perdita di credibilità clamorosa per la stessa scelta politica dell'economia circolare, che privilegia il recupero di materia rispetto a quello di energia».

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