L’Italia? già circolare (ma lo sblocca cantieri blocca il riciclo)

Martedì, 23 Luglio 2019

di Alfredo De Girolamo* L’edizione annuale del Rapporto Ispra l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente sui rifiuti speciali, contiene dati riferiti al 2017. Va detto subito che il rapporto non indica grandi differenze con i valori dell'anno 2016. Dovremo attendere il prossimo anno per comprendere gli effetti della crisi del mercato del riciclo nell'Estremo Oriente sulla struttura produttiva e di gestione italiana. Il primo dato che appare chiaro è l'aumento della produzione dei rifiuti speciali, quasi il 3% in più fra il 2016 e il 2017, più 5% rispetto al 2015. Un aumento importante, considerato che il Pil nazionale è cresciuto dell'1,5 % fra il 2016 e il 2017 e dello 0,9 fra il 2015 e il 2016. A livello regionale, la Lombardia con quasi 31 milioni di tonnellate, è la regione che ne produce di più (il 22,2% del totale nazionale, il 38,1% del totale delle regioni del Nord) davanti a Veneto (15 milioni di tonnellate) ed EmiliaRomagna (13 milioni e 700 mila tonnellate). La Toscana, sostanzialmente stabile con un lieve calo nella produzione io milioni 347 mila tonnellate di rifiuti speciali generati nel 2017 a fronte dei 10 milioni 514 mila del 2016 rappresenta il 7,4% del totale nazionale (è quinta dietro al Piemonte, 7,8%) e il 41,3% del totale delle regioni del Centro, davanti a Lazio (35,3%), Marche (12%) e Umbria (11,4%). Tornando ai dati complessivi, la maggior parte dei rifiuti speciali sono ancora rifiuti da costruzione e demolizione (inerti), pari a 57,4 milioni di tonnellate, seguiti dai cosiddetti «rifiuti di rifiuti», ovvero gli scarti del trattamento dei rifiuti urbani e speciali, delle bonifiche e risanamenti ambientali. Sono 35,7 milioni di tonnellate, pari al 25,7% del totale. I rifiuti industriali veri e propri, provenienti dalle attività manifatturiere e che associamo ad inquinamenti e traffici illeciti, sono quasi 29,9 milioni di tonnellate. Insomma un fenomeno composito fatto da flussi di rifiuti molto diversi. In generale tuttavia, la performance del sistema Italia è positiva ed in costante miglioramento. I rifiuti speciali vengono per oltre due terzi avviati a riciclo con un aumento ulteriore rispetto all'anno prima (67,4% contro il 65% del 2016). Parliamo di circa 100 milioni di tonnellate di materiali all'anno, che fanno dell'Italia il principale distretto industriale del riciclo in Europa. Un distretto così forte che importa circa 6 milioni di tonnellate dall'estero. Italia dunque già «circolare», e che potrebbe guardare con ottimismo ai nuovi traguardi ed obiettivi di riciclo per i prossimi anni, a meno di norme paradossali come quella contenuta nella recente legge «Sblocca cantieri», dove sono state congelate le attività di riciclo, regolate oltre 20 anni fa. La legge, voluta dal Governo, blocca il riciclo, impedendo di fatto il trattamento dei rifiuti per generare solo altri rifiuti da smaltire. Tra i rischi quello di non essere più competitivi per le imprese che investono da noi. *presidente Confservizi Cispel Toscana