Rifiuti, in Toscana c'è un deficit: serve un piano-impianti

Giovedì, 23 Gennaio 2020

La Toscana, secondo il centro di ricerche rt indipendente «Ref», esporta fuori regio) ne ogni anno oltre 230.00o tonnellate di rifiuti a discarica o altri smaltimenti: 210.000 tonnellate circa sono rifiuti speciali e 21.50o tonnellate sono rifiuti urbani. aspra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente) ci dice anche che esportiamo 157.000 tonnellate di frazione organica a recupero (compostaggio). Probabilmente l'export è maggiore, perché i calcoli non includono una piccola parte di import. Siamo la sesta regione italiana per quantità di rifiuti portati fuori dai confini regionali: oltre to.000 camion che spostano rifiuti, emettendo inutilmente anidride carbonica, una cosa in contrasto con il progetto Toscana Carbon Neutral. È la conseguenza del cosiddetto «deficit impiantistico regionale», la differenza fra rifiuti prodotti in regione da cittadini ed imprese, e capacità degli impianti esistenti di assorbire quei flussi. La Toscana esporta soprattutto fanghi, pulper, frazione organica, rifiuti combustibili, rifiuti pericolosi. Infatti non ha abbastanza impianti di compostaggio e di termovalorizzazione, non ha discariche per rifiuti pericolosi, non ha digestori anaerobici. Ha solo ancora un po' di discarica. Esportare rifiuti fuori regione ha due conseguenze: fa aumentare i prezzi di trattamento e smaltimento, con tariffe più care per i cittadini e costi maggiori per le imprese, che rischiano così di andare fuori mercato e di non essere competitive. E rende insicuro e instabile un servizio essenziale, non interrompihile, con il costante rischio di entrare in «emergenza rifiuti». Non avere impianti in Toscana significa dipendere dalla disponibilità e dai prezzi di altri operatori, o peggio degli intermediari che popolano questa zona grigia del «trading della monnezza». La Toscana è leader mondiale per il riciclaggio ma è ancora fragile sul piano impiantistico: serve un piano regionale che affronti il deficit impiantistico nel settore dei rifiuti urbani e speciali che vanno trattati insieme. Servono decisioni importanti per localizzare gli impianti necessari, facendo diges tori anaero bici e piattaforme di riciclaggio, potenziare la capacità regionale di recupero energetico, fare gli impianti per fanghi e pulper. E bisogna farlo presto, se vogliamo una Toscana sicura e più competitiva. 'Presidente di Confservizi Cispel Toscana