Rifiuti abbandonati: "In un anno 600 casi Ora le fototrappole"

Venerdì, 15 Dicembre 2017

Mery Cornacchini scarica una valanga... di rifiuti su facebook. Rendiconto di fine anno online per la paladina del decoro a colpi di post. Centinaia e centinaia di scatti del degrado da ieri stanno facendo il giro della Rete tra i contatti della consigliera comunale di Ora Ghinelli impegnata a far arretrare il degrado e i cattivi comportamenti. "In un anno - spiega Cornacchini - ho effettuato 600 segnalazioni: 570 per le rimozioni di rifiuti e 30 direttamente alla Polizia Municipale per la rimozione di veicoli e ciclomotori abbandonati". Praticamente due segnalazioni al giorno che nascondono un incessante lavoro di sentinella del territorio a caccia di micro discariche per la tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini. Durante il 2017 è stato abbandonato di tutto. Lavatrici, frigoriferi, divani, materassi, wc, eternit, calcinacci, mobili, stampanti, pc: è infinita la lista dei rifiuti lasciati tra marciapiedi e cassonetti senza essere stati conferiti correttamente. Tante anche le richieste di rimozione di siringhe sparse per le strade e nei parchi cittadini. L'immondizia è stata parimenti "distribuita" tra il centro cittadino, le periferie e le zone industriali. E andata un po' meglio nelle frazioni dove non ci sono stati casi eclatanti. Indimenticabile invece lo sgombero dell'arredo di un negozio tra gli argini del canale della Chiana lungo il Sentiero della Bonifica. Ripetuti gli abbandoni in determinate zone come per esempio in viale Santa Margherita, in via Galvani, in via Edison, in via Achille Grandi, in via Calamandrei, alla Carbonaia. La mappa di degradopoli tracciata da Cornacchini è ben delineata anche per tipologia di rifiuti abbandonati. Via Provenza, via Arno, Campo Marte e il quartiere di Saione sono caratterizzati per le siringhe mentre in via Isonzo, via Libia e via Cesti spiccano i materassi, i divani, le poltrone e i mobiletti. Tra le aree a tutto rifiuto ci sono anche via Erbosa e via XXV Aprile. Calcinacci ed eternit invece "crescono" soprattutto nelle zone industriali e tra i terreni delle periferie. Adesso Mery Cornacchini chiede di installare le 24 fototrappole proprio in queste aree in modo da beccare sul fatto i "vandali" della spazzatura. "Mi auguro che le segnalazioni fatte fino ad oggi siano prese in considerazione dagli ispettori ambientali per andare dritti al problema e sanzionare i responsabili". Cornacchini per il 2018 auspica che l'amministrazione comunale riesca a frenare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti la cui rimozione pesa sulle tasche di tutti gli aretini. "Sono costi ingenti che gravano nelle bollette di tutti ed è per questo che continuo il mio impegno". Non c'è solo il rispetto ambientale e il decoro alla base della missione di Cornacchini ma anche un dovere civico verso i cittadini. "Credo che sia doveroso per chi amministra dare risposte. I cittadini mi contattano tramite i social per chiedere un mio interessamento". Ed è anche per questo che Cornacchini ha voluto caricare su facebbok l'infinita galleria di immagini che indignano. Postate una di seguito all'altra, le fotografie dell'inciviltà fanno decisamente riflettere. Dai social arriva anche la richiesta a Cornacchini di continuare il suo impegno civico nella speranza che le fotografie vengano visualizzate anche da chi continua a spargere immondizia nel territorio, magari prima di essere fotografato dalle fototrappole. Della serie, conclude Cornacchini, "uomo avvisato, mezzo salvato".