Addio arenili incontaminati. Pochi servizi e troppi rifiuti

Sabato, 15 Aprile 2017

ACCANTONATE il capriccio di una Pasqua «con chi vuoi», tutta freak, in una spiaggia incontaminata. Il pic nic sul litorale tirrenico è messo a rischio da spazzatura, bottigliette, materiale portato dal mare e pure rifiuti ingombranti: eterno sfregio alla bellezza selvaggia delle free beach. E anche la stagione estiva, di questo passo, non si annuncia certo molto migliore. Nonostante l’impegno delle associazioni ambientaliste, i colpi di ramazza sono pochi e la pulizia viene assicurata solo per la piena stagione. Sacchetti d’immondizia, tronchi d’albero e boe si scorgono a galleggiare nella spiaggia libera attrezzata della Baia Blu di Lerici, mèta ogni anno di amanti della tintarella e dell’acqua cristallina. La gestione ancora non è affidata: il bando del Comune dopo lo scioglimento della società ‘Lerici mare’, terminerà a fine mese. INTANTO alla Baia Blu, la Venere Azzurra, la caletta di San Terenzo e la piccola baia di Fiascherino (meta vip), ora mancano cartelli, punti di ristoro e docce, i servizi igienici, figuriamoci ombrelloni e sdraio. Dalla Liguria al versante carrarino dove le spiagge libere sono gestite da ‘Amia’, la municipalizzata che (virtuosa eccezione) ha già tirato a lucido il tratto di costa. Ma il paradosso-spiaggia si palesa in altro modo: qui infatti la procura ha messo sotto inchiesta il sindaco Zubbani e il dirigente agli affari generali perché nel piano degli arenili non sono indicati i passaggi a mare. Che sono presenti nella realtà, ma ‘dimenticati’ nel carteggio. Scendendo lungo la costa massese, pulizia e sorveglianza delle spiagge libere sono assicurate dai proprietari degli stabilimenti balneari confinanti in una sorta di ‘baratto’ col Comune: i ‘bagni’ possono piazzare ombrelloni in parte dello spazio vicino (fino a un massimo del 40%) e, in cambio, si occupano di pulire la spiaggia e dell’assistenza ai bagnanti. Soluzione poco praticabile per i chilometri di Eden della Lecciona, il tratto che collega la Darsena di Viareggio alla Marina di Torre del Lago. Qui i confinanti possono custodire ben poco del lungo lido, classificato tra i top d’Italia. Di solito prima dell’estate sono ancora le associazioni ambientaliste a rimboccarsi le maniche: lo scorso anno un gruppo di nudisti mise in atto un collettivo repulisti alla Adamo&Eva; poi ci furono pure i richiedenti asilo a mettersi a disposizione. E’ la distesa di sabbia gay friendly che piace molto alle famiglie, ma che poco viene rispettata da chi la frequenta. Infatti qui l’Ente Parco vieta la collocazione di cestini che ne «deturpano» l’allure selvaggio. Meglio vederci lattine e cartacce post-merenda e ha poca voglia di raggiungere a piedi la strada dove i bidoni esistono, eccome.CHI INVECE gestirà le due spiagge libere attrezzate di Tirrenia ancora non è dato saperlo, ma la custodia è garantita: il Comune di Pisa ha pubblicato il bando per l’affidamento fino al 2020. L’obiettivo pulizia a volte fa miracoli di ‘campanile’: il gruppo Reset e Acchiapparifiuti organizzano puntualmente la rimozione di rifiuti sulle dune di Calambrone e Tirrenia mettendo insieme (udite udite) pisani e livornesi. Martedì arriva una patata bollente sul tavolo del sindaco di Grosseto: mille firme raccolte dalla Pro Loco di Marina di Grosseto e da ‘Dritti alla meta’ per invocare la pulizia delle dune che si rincorrono da Principina fino a oltre Marina. 

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