Spelacchio ha dato il via alla rottamazione di quasi quattro milioni di abeti

Coldiretti: il 10% degli alberi venduti in vaso sopravvive alle feste in parchi e giardini, il resto viene smaltito come rifiuto organico

Giovedì, 18 Gennaio 2018

Al via la rottamazioneper 3,8 milioni dii alberi diNatalechecomeSpelacchio lascianole case e le piazze delle città perrinascere a nuova vita.E’ quanto afferma la Coldirettinel sottolineare che la raccolta èstata avviata dopo l’Epifania conmodalitàdifferenziate lungo laPenisolaa poco piu’ di un mese didistanza dalla festa dell’Immacolatache tradizionalmente sanciscel’arrivo degli alberi nelle casedegli italiani.“Circa il 10% degli alberi naturalivenduti in vaso - afferma laColdiretti - sopravvive alle feste inparchi e giardini, mentre il restoviene smaltitocomerifiuto organicoe utilizzato per fare concime inquanto l’abete rosso non e’ adattoper essere bruciato nei camini,perche’ troppo ricco di resina. Sologli alberi piu’ grandi, quelli da25-30 metri, installati nelle piazzedeiComuni, vengono trasformatiin matite, giocattoli, utensili o arrediurbani come nel caso di Spelacchio.Le modalità di ritiro varianoda comune a comune: c’èchi indica ai propri cittadini i centridiraccolta autorizzati, chi organizzadei servizi a domicilio previoaccordo con la locale aziendaper la gestione dei rifiuti e c’è anchechi organizza dei centri di raccoltaitineranti con uno specifico calendarioorganizzato su macro zone della città.Tenendo conto che un albero di Natalepesa in media 10 chili, al termine dellefeste- spiega laColdiretti -vengonosmaltiticome rifiuti organici oltre 30 milionidi chili. Un ritorno alla terra virtuosoche confermail valore ambientaledella scelta di un albero vero perNatale.L’alberonaturale italiano conciliail rispetto della tradizione conquello dell’ambiente a differenzadelle piante di bassa qualità importatedall’estero che raggiungonol’Italia dopo un lungo trasportocon mezzi inquinanti. In Italiagli alberi naturali - prosegue laColdiretti - sono coltivati soprattuttonelle zonemontanee collinariin terreni marginali altrimentidestinati all’abbandono e contribuisconoa migliorare l’assettoidrogeologico delle colline ed acombattere l’erosione e gli incendi.Grazie agli alberi di Natale èquindi possibile mantenere la coltivazionein molte aree di montagnaconilterrenolavorato, morbidoe capace di assorbire la pioggiain profondità prima di respingerlaverso valle evitando i pericoli dellefrane, mentre la pulizia dai rovi edalle sterpaglie diminuisce il pericolod’incendi. In Italia la coltivazionedell’albero di Natale è concentrataprevalentemente in Toscana(province di Arezzo e Pistoia)e in Veneto. Niente a vederecon le piante di plastica che - concludeColdiretti - arrivano moltospesso dalla Cina e non solo consumanopetrolio e liberano gas ad effettoserra per la loro realizzazione e il trasporto,ma impiegano oltre 200anni primadidegradarsi nell’ambiente”.