Anche bici, materassi e mobili in disuso raccolti in una mattina tra i palazzi del Cotone

Lunedì, 17 Febbraio 2020

IL RACCONTO Creativo, alla fine, persino il gigantesco mucchio di spazzatura quanto mai varia raccolta in un paio d'ore tra i palazzi del Cotone. Tra le 8, 30 e le 9, si sono ritrovate una cinquantina di persone: della Comunità senegalese, promotrice di questa mattinata da dedicare alla "pulizia di comunità", dal Tavolo di quartiere e dall'Associazione #Amici di Vittorio. Tre gli abitanti da sempre al Cotone. Si comincia dalla strada Claudio Jonta per procedere tra i palazzi, toccando un'area privata confinante. Con guantoni, tute da lavoro, bastoni per recuperare cicche, cartacce & c. dai fossati a lato di strada o dai giardinetti. Alla fine, appunto, un notevole insieme di materiali comprese lamiere di auto, bici, materassi, mobilio in disuso e un bel po'di sacchi neri più residui di potature. Poi tutti insieme in piazza della Rinascita. «Una società civile cresce quando affronta problematiche di interesse generale - ricorda Riccardo Pellegrini presidente del quartiere Porta a Terra Desco (nell'organizzazione insieme al Tavolo di quartiere) - partendo dal principio della condivisione -. La cura del patrimonio pubblico ed ambientale deve essere una visione da offrire alle future generazioni... Stamani ennesima pietra di rinforzo al ponte dell'interassociazionismo ed alle regole di buon vicinato». Soddisfazione condivisa da Alassane Ndiaye, coordinatore della Comunità senegalese, tra i registi dell'appuntamento. Poi Roberto Fabbri, (presidente Associazione Amidi di Vittorio) rilancia «la bellezza del momento, che sensibilizza alla partecipazione». Gli organizzatori passano ai ringraziamenti: «All'amministrazione, alla Sei per il supporto logistico... Grazie veramente a tutti». Saluto che in realtà è già un arrivederci, a breve una serata da trascorrete insieme al Centro civico «magari progettando altro - conferma Pellegrini - Questa è la strada giusta: abbiamo preso il mondo in prestito, dobbiamo restituirlo meglio di come lo abbiamo trovato».

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