I primi vent'anni di Conai

Il consorzio nazionale per la riduzione degli imballaggi cresce Quagliuolo: sempre più imprese riducono l'uso di carta e plastica

Giovedì, 15 Giugno 2017

Abbiamo un gruppo di esperti che trascorre gran parte del loro tempo nel cercare di capire come utilizzare meno plastica e più carta». Il bello degli imprenditori è che sono schietti e sintetici. Se l'obiettivo è il riciclo totale di un materiale, a che servono i giri di parole? Stefano Pettenon, amministratore unico di Pack+, azienda trevigiana specializzata nel packaging erboristico e parafarmaceutico, appartiene a questa categoria.Presentando il suo progetto di astuccio di carta, che, in una versione precedente, era composto da plastica e carta, spiega: «Il peso è diminuito di u grammi, ed eliminando la plastica, tra i materiali più complessi, abbiamo facilitato l'attività di riciclo della carta». L'astuccio dell'azienda di Castello di Godego, che produce 42 milioni di pezzi all'anno, ha partecipato, vincendo, lo scorso anno, al Bando Prevenzione, l'appuntamento di Conai (il Consorzio nazionale imballaggi) dedicato al packaging intelligente, innovativo, e meno impattante sull'ambiente. Il bando è giunto quest'anno alla quarta edizione. C'è tempo fino al prossimo 30 giugno per presentare i progetti dedicati a tutti e sei i materiali seguiti dal consorzio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro.Tra le novità, è possibile candidare non solo evoluzioni di progetto, ma anche soluzioni create ex novo. «Il montepremi per i progetti vincitori del bando sarà di 400 mila euro, Zoo mila in più rispetto al 2016: l'incentivo economico è importante, certo, ma per un'azienda è altrettanto importante l'eliminazione di una voce di costi, destinata allo smaltimento di un materiale», racconta Giorgio Quagliuolo, da pochi giorni nuovo presidente Conai, e già presidente Corepla nell'ultimo triennio. Il fatto che abbia seguito da così vicino il riciclo della plastica, fa di Quagliuolo la persona giusta per parlare della Procedura per la dichiarazione del contributo ambientale sugli im ballaggi in plastica. «Il "Cac" è partito lo scorso maggio in maniera facoltativa, ma da luglio la dichiarazione del contributo sarà obbligatoria», ricorda il presidente, secondo il quale diversificare il contributo vuol dire applicare un ottimo strumento di prevenzione, «sia per gli utilizzatori finali che per i produttori di imballaggi: per questo,non va visto come una tassa e basta».Fino al 31 dicembre resterà invariato per tutti, 188 euro a tonnellata. Dal 2018 entreranno a regime le tre fasce contributive legate ai rifiuti plastici di imballaggio: selezionabilità, riciclabilità e circuito di destinazione. Intanto, le imprese hanno risposto bene. «Su più di 2.100 dichiarazioni mensili, il 65% ha utilizzato la nuova modulistica: al di sopra di ogni aspettativa», commenta Quagliuolo, il quale, dati alla mano, si sente di festeggiare i primi vent'anni di vita di Conai, ma non dimentica quanto ancora ci sia da fare. «Parlando di raccolta differenziata, arrivano delle ottime risposte dal Sud, basti pensare a realtà molto attive come Bari e Catania: occorre però insistere e crescere, creando una vera e propria coscienza civica rispetto al tema dell'economia circolare».E a volte, basta eliminare uno strato di imballo millebolle. Cosa che ha fatto Il Giardino dei Libri, azienda di vendita di libri online di Bellaria, in provincia di Rimini. «Il packaging per tre libri formato standard è composto soltanto da carta, compresa l'etichetta che lo richiude», spiega Paolo Zanga, dg del Giardino, felice di aver partecipato all'ultimo Bando prevenzione.