“Venti anni di lotta, ma l’inceneritore vogliono riaccenderlo”

Il nodo Casone Monciatti ringrazia i 400 cittadini di Follonica e Scarlino del comitato

Sabato, 6 Giugno 2015

«IL CONSIGLIO DIRETTIVO e l’assemblea del Comitato per il ’NO all’inceneritore’ di Scarlino ringraziano gli oltre 400 cittadini di Follonica e Scarlino per l’adesione al Comitato e per il sostegno economico». Inizia così, Mario Monciatti, presidente del comitato contro l’Inceneritore dopo 20 anni di dura bataglia che ancora non è finita. «La vostra vicinanza - prosegue Monciatti - continua ci ha dato il sostegno morale e materiale per perseverare nella nostra attività di opposizione motivata, documentata e propositiva nell’interesse collettivo. La fiducia che ci avete dimostrato e confermato è per noi una preziosa gratificazione ed un’insostituibile riserva di energia che ci permette di portare innanzi con forza, il nostro impegno di continuare a lottare per la salute, per l’ambiente e per un futuro economico migliore e sostenibile per la nostra terra. La nuova vittoria delle nostre ragioni al Consiglio di Stato nel gennaio 2015, che ha portato all’ennesima chiusura dell’inceneritore, oltre ad aver premiato il lavoro di noi tutti, ha confermato la bontà delle argomentazioni addotte e ci ha reso ancor più determinati nel portare avanti la lotta che, purtroppo, non si annuncia terminata». Il presidente va all’attacco: «Nonostante le sentenze e le evidenze, si vuole, pervicacemente, ottenere nuove autorizzazioni per incenerire ed inquinare ulteriormente questo lembo di Maremma. Gli studi ed i referti epidemiologici sull’impatto che l’Inceneritore avrebbe sulla salute dei cittadini, richiesti espressamente dal Consiglio di Stato, non s’improvvisano in pochi mesi, né è detto che siano definitivi e positivi, come non lo era lo studio prodotto la volta precedente. Lo stesso vale per la valutazione dell’impatto che l’inceneritore potrebbe avere sui corpi idrici già inquinati della piana che, anche se saranno sottoposti a bonifica, necessiteranno di oltre 70 anni per essere, forse, bonificati, a condizione che, nel frattempo, vengano rimosse le attuali fonti inquinanti e non se ne non si aggiungano di ulteriori. Ci apprestiamo perciò - chiude Monciatti - ancora una volta ad opporci con determinazione, consapevolezza, competenza e trasparenza, in ogni sede politica e tecnica di valutazione, ed all’occorrenza in sede legale, alla richiesta di nuove autorizzazioni per l’inceneritore. L’impegno è certo grande e notoriamente gravoso, ma sapervi così numerosi e partecipi al nostro fianco, è un’importante, rinnovata ed indispensabile motivazione».