Undici organizzazioni: «Sindaci siano garanti contro il caro-tariffe»

Tassa sui rifiuti, ora la protesta dilaga .Tutte le categorie unite: stop al +30%.

Domenica, 16 Marzo 2014

Tutti insieme appassionatamente. Eppure è una storia di rifiuti, non reciproci, ci mancherebbe: spazzatura da incenerire o riciclare. La crociata anti-Tari ha messo magicamente d’accordo organizzazioni di categoria che spesso faticano a remare dalla stessa parte. Dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato al commercio, le associazioni degli imprenditori affilano l’arma del sarcasmo per parlare di tasse in aumento: «Sperando che non ce ne sia prossimamente un’altra, l’ultima arrivata è la Tari, la tassa sui rifiuti urbani, in sostituzione della vecchia Tares, che entra così a far parte insieme a Tasi e Imu del pacchetto completo della nuova Iuc, l’imposta unica comunale», attacca la nota congiunta di undici organizzazioni locali di categoria.
Il mondo delle tasse e della pubblica amministrazione si barricano dietro una selva di sigle, una sorta di burocratese 2.0 che cerca di nascondere stangate dietro ad acronimi in continua evoluzione. Tari, Tares, Tasi, Imu e Iuc: sembra un’indigesta filastrocca per bambini.
Ci sono altre sigle. Sigle e nomi che invece rappresentano i vari settori della nostra economia: Associazione industriali, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Lega Coop Toscana, Confcooperative, Confagri-coltura, Cia, Coldiretti e Confapi.Una sola voce per gridare la protesta contro gli aumenti nella tassa dei rifiuti: «Le voci che si rincorrono velocemente tra conferme, illazioni e precisazioni ufficiali sulla possibilità di aumenti, più o meno consistenti, a seguito del piano industriale presentato dal gestore unico Toscana Sei, che comprende Arezzo, Siena e Grosseto, hanno gettato l’allarme tra tutti i potenziali contribuenti: a cominciare dalle famiglie e in particolare tra le imprese», avvertono le organizzazioni.«Gli aumenti sono del 20% di media, anche con punte del 30%, ricordando sempre gli aumenti gravosi che ci sono stati anche negli anni passati — lo scenario delineato dagli ‘undici’ è a tinte tetre — eventuali aumenti di tale portata nel 2014, invece di “dare da bere al cavallo, lo ammazzerebbero”».Qualcosa si muove, ma gli imprenditori chiedono altre garanzie: «I sindaci, posizione che apprezziamo, si sono opposti congelando il piano delle tariffe. A loro l’invito è di mantenere ferma questa posizione garantendo che non vi saranno aumenti a carico delle imprese e dei cittadini».
Insomma, tarate bene la Tari. Meglio: bloccatela.