Un ricorso al Tar e mobilitazioni contro la centrale

Si compatta il fronte del no per le ricerche geotermiche Il consiglio comunale di Cinigiano chiede un incontro a Rossi

Martedì, 12 Gennaio 2016

CINIGIANO «Non vogliamo centrali geotermiche a due passi da Monticello». Lo hanno detto e ripetuto all’unisono le tante voci che hanno parlato al teatro di Monticello Amiata domenica pomeriggio in una sala stipata da 150 persone venute a dire no alle decisioni della regione Toscana che ha dato il via libera al permesso di fare una perforazione esplorativa profonda quattro chilometri e mezzo alla ricerca di vapore. Franco Vite di Agorà cittadinanza attiva, che con Marta Temperini ha organizzato la giornata, ha fatto il quadro della situazione che è esplosa con l’ultima decisione di una funzionaria regionale di non obbligare alla via la società che vuole cominciare ad esplorare il terreno di Antonio Aluigi, il cittadino di Monticello che ha negato il terreno di sua proprietà per la costruzione della centrale. «Una perforazione, per di più - ha rammentato Vite - per cui occorrono 35.000 metri cubi di acqua della Zancona e, se non bastasse, dell’acquedotto pubblico». Quasi tutti gli interventi hanno messo in dubbio le parole tranquillizzanti spese a livello regionale, anche dal capogruppo Pd Leonardo Marras, da cui si era tratta la speranza che i territori avrebbero potuto decidere della loro sorte: «Non crediamo più alle chiacchiere», ha detto Vite. Una posizione critica ribadita anche più duramente dall’intervento di Manuela, di Damiano, di Giovanni Barbagli, di Sante, quest’ultimo di Maremma attiva, che ha invitato tutti ad alzare la voce e a mobilitarsi, definendo le parole dei vertici regionali “aria fritta”. Politica dirigistica, insomma, che non ascolta le popolazioni. E contro questo decisionismo è partito pure un documento dal sindaco di Cinigiano Romina Sani e dall’Unione dei comuni dove si fornisce una lunga lista di osservazioni che dovrebbero convincere la Regione a abbandonare l’idea di permettere una centrale geotermica vicino a Poggio all’Olmo, area di riserva e con biodiversità importanti. Il sindaco Sani ha ipotizzato un ricorso al Tar e ha ricordato che nel consiglio comunale di Cinigiano del 9 gennaio, è stato votato all’unanimità un documento proposto dalla minoranza di Giovanni Barbagli in cui si chiede al presidente Enrico Rossi un incontro urgente e si invoca di non dar corso al decreto dirigenziale che autorizza senza bisogno di Via la perforazione esplorativa. Sul ricorso al Tar si è positivamente espresso anche Franco Giannetti assessore all’ambiente in rappresentanza di Castel del Piano: «C’è anche la forza degli imprenditori che fa muro contro questa centrale», ha ricordato. Mentre Giovanni Barbagli, capogruppo di minoranza, ha invitato i sindaci a fare dei decreti per fermare l’operazione e Marcello Bianchini li ha invitati a minacciare le dimissioni in massa. In tanti hanno parlato di mobilitazione generale e spinto le popolazioni a far sentire la propria voce: Alfredo Pii, Manuela, Pino Merisio, Damiano, Mario Apicella, Alessandro Batani e gli altri che hanno preso la parola. Vite e altre voci si sono detti sconcertati del fatto che sia stata stoppata la centrale di Seggiano e non quella di Monticello: «Il territorio è lo stesso - ha detto - anche per pregio e risorse ambientali». Ma a proposito di Seggiano il sindaco Gianpiero Secco ha ricordato che di centrali proposte per Seggiano ve ne sono ben due: «Non dormiamo sonni tranquilli», ha detto. Alla fine sul piatto delle proposte del fronte del no alla centrale geotermica spicca il ricorso al Tar e la certezza che occorre una mobilitazione generale.