“Un piano per gli operatori in difficoltà”

Quattro associazioni scrivono al sindaco: servono misure straordinarie e un monitoraggio su bonifiche e piano industriale

Mercoledì, 12 Agosto 2015

Chiedono un piano straordinario a sostegno di tutti i lavoratori in difficoltà. E chiedono che se ne parli in un consiglio comunale di tutti i Comuni della Val di Cornia, aperto alla cittadinanza. Le associazioni Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, Lavoro, salute e dignità e Legambiente, dopo il convegno che si è tenuto alla fine di luglio a palazzo Appiani, scendono in campo con una lettera aperta inviata al sindaco Massimo Giuliani. Si aspettano una risposta ai loro quesiti entro i primi di settembre. «Con l’acquisizione dello stabilimento - scrivono -, non è superata la necessità di una politica industriale e lo Stato deve comunque dotarsi di strumenti, come fanno altri Paesi europei, per governare i territori indirizzando le aziende private. Il caso Piombino non è affatto risolto. Se vogliamo che riprenda la produzione di acciaio a Piombino occorre che si creino le condizioni. Una politica industriale che leghi le varie parti della siderurgia italiana, almeno le filiere dei vari settori, in cui si individuano degli interessi comuni, con investimenti in ricerca e innovazione, il mercato delle materie prime, l’energia, i servizi agli utilizzatori, la sicurezza della qualità, l’allargamento dei mercati. Su questo i comuni della Val di Cornia, di concerto con la regione Toscana devono chiedere impegni al governo». Le associazioni sono preoccupate per l’ipotesi aziendale di “efficientamento” che - dicono - può significare maggiore sfruttamento del personale e minore sicurezza sul lavoro. «Per questo chiediamo l’istituzione di un protocollo tra azienda, consorzio delle imprese che interverranno, istituzioni (Regione, Comune, Asl, Arpat, ispettorato del lavoro, Inail ), rls, sindacati e un soggetto in rappresentanza delle quattro associazioni promotrici di questo incontro, per il monitoraggio costante dei lavori di bonifica ambientale e di attivazione dei tre blocchi economici annunciati nel piano Cevital (acciaio, agroalimentare e porto). Una specifica azione di vigilanza dovrà riguardare i tentativi di camuffamento di eventuali infortuni con la malattia». «Del settore agro – industriale non sappiamo niente; il piano industriale non dice quali impianti saranno costruiti ma da relazioni del commissario Nardi leggiamo di un’ipotesi di industria della distillazione di prodotti vegetali per fare biodiesel e bioalcool. In nome dell'alleanza fra ambiente e lavoro, fra lavoratori e popolazioni parimenti vittime dell'inquinamento, su questo (come su tutti gli altri aspetti del futuro produttivo del territorio) occorrerà approfondire l'impatto dell'industria in relazione alle reali prospettive occupazionali complessive, per il presente e per l'avvenire». «Il nostro territorio conta anche altre aziende dal futuro incerto; oggi, si “sopravvive” solo grazie agli ammortizzatori sociali, che non possono essere visti come una soluzione, ma solo come un modo per rinviare il problema». Per questo chiedono un piano straordinario a sostegno di tutti i lavoratori in difficoltà. «La riduzione delle tasse e delle tariffe; l’ applicazione di pagamenti rateizzati a lungo termine per utenze e servizi; l’erogazione sollecita di agevolazioni e contributi (contributi per affitto, ecc..); lo studio di nuove modalità per rinegoziare scadenze e tassi di interesse per mutui e prestiti, nonché per sospenderne le rate; la riduzione delle tasse scolastiche, dei costi di trasporto per i ragazzi e dei costi per l’acquisto dei libri scolastici; la possibilità di disporre del proprio tfr». «Chiediamo infine la convocazione di un consiglio comunale aperto in forma congiunta con gli altri consigli comunali della Val di Cornia nel quale venga illustrato alla cittadinanza il presente documento con le indicazioni/proposte sopra indicate, affinché venga discusso e votato».

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