Teatro Impero, allarme amianto. Abbandonato da oltre 20 anni, proteste su Facebook: parla l’assessore

Montevarchi pressing per avviare l’opera di bonifica della struttura storica

Lunedì, 12 Maggio 2014

«Pericolo amianto a Montevarchi». La denuncia, corredata dalle immagini del cedimento di una porzione di tetto di uno degli edifici storici del centro città, corre su Facebook. «E’ l’Impero?», chiede un internauta del gruppo «sei montevarchino se» e subito si scatenano i commenti. Abbandonato da più di venti anni, lo stabile che ha ospitato nell’ordine un teatro, un cinema e una discoteca, è in preda a un lento ma inesorabile degrado. Una ferita aperta nel cuore del paese. Tutto l’opposto, cioè, dei progetti che avrebbero dovuto riportarlo ai fasti del tempo che fu. L’immobile, di proprietà privata, doveva essere acquistato dal Comune e, grazie ai fondi del Piuss, il Piano Integrato Urbano di Sviluppo Sostenibile, ristrutturato per diventare il polo culturale del Valdarno. Una «resurrezione» che ha dovuto fare i conti con la penuria di risorse e gli intoppi burocratici dovuti alla crisi del mattone. Troppo alte, dicono alcuni amministratori, le stime iniziali di cessione e, allora, si è deciso di privilegiare il remake complessivo dell’ovale storico, dalle strade, alla nuova biblioteca. Almeno per il momento. Già, ma l’amianto? Rimane e preoccupa tanto che un cittadino, Marcello Sani, ha amplificato l’allarme usando il più cliccato tra i social network. Armato di fotocamera digitale ha scattato tre foto pubblicandole in bella evidenza sulla pagina simbolo della montevarchinità. E i commenti, caduti a pioggia, puntano l’indice non tanto contro le promesse disattese, ma su chi ha il dovere di tutelare la salute collettiva. «La questione — si legge in un post — è di chi deve vigilare sull’incolumità pubblica, cioè le autorità sanitarie locali, a partire dal sindaco, non appena ravvisi situazioni di rischio. Le immagini mostrano che un certo pericolo potrebbe esserci. Chi di dovere faccia gli accertamenti di competenza». Controlli che vengono chiesti anche per gli edifici pubblici come il palazzetto dello sport, tetto in fibra di amianto. «Problema reale — risponde l’assessore ai lavori pubblici Arianna Righi — e che stiamo cercando di risolvere. Dovevamo acquistare e ristrutturare l’Impero, ma i tempi si sono dilatati e occorre trovare in fretta una soluzione alternativa di concerto con i proprietari. La priorità a oggi è stata data a edifici pubblici e scuole. Rimangono da bonificare solo le elementari di Levane, e lo faremo con un finanziamento europeo, mentre per il Palamatteotti procederemo a step con la formula, per così dire, dello scambio di servizi. Un’azienda di energie rinnovabili ci ha chiesto di installare sul tetto pannelli fotovoltaici, le daremo questa possibilità in cambio del risanamento». Intanto per non far calare l’attenzione qualcuno ha condiviso lo scatto del tetto dell’«Impero» sulla pagina del sindaco Francesco Maria Grasso. Eloquente il titolo del post: «Particolari pericolosissimi».