Tassa sui rifiuti, sugli aumenti coro di no delle categorie: “Il Comune dia il buon esempio e blocchi i rincari”

Giovedì, 20 Marzo 2014

“Continueremo a batterci in ogni modo contro gli aumenti della tassa sui rifiuti, che colpiscono in maniera gravissima e ingiustificata famiglie e imprese ma inchiodano la politica a precise responsabilità. Una su tutte: che senso ha avuto creare un gestore unico dei rifiuti se poi non serve né ad ottimizzare i costi per la comunità né tantomeno a migliorare il servizio?”.

Tuonano così i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria della provincia di Arezzo (Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confindustria, Confapi, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Legacoop Toscana, Confcooperative), all’indomani dell’incontro con il presidente di Ato Toscana Sud Nazzareno Betti e il direttore generale, ingegner Andrea Corti.

Al centro del dibattito, che si è svolto ieri (mercoledì 19 marzo) presso la sede della Confcommercio aretina, la fortissima preoccupazione legata agli aumenti tariffari, trasversale a tutti i settori economici, dalla produzione al terziario.

“Gli aumenti ci saranno di sicuro. Questa è l’unica cosa che è emersa chiaramente dall’incontro. Ed è inutile che per il momento l’assemblea dell’Ato, di cui peraltro fanno parte tutti i Comuni delle tre province interessate, abbia deciso di congelare quel +12,2% che era nell’aria”, sottolineano in una nota congiunta le associazioni di categoria.

“Altro che ‘aumenti accettabili’, come li ha definiti giusto un paio di giorni fa l’assessore del Comune di Arezzo Franco Dringoli”, proseguono le associazioni, “Le imprese in questo momento sono stremate e non sono in grado di assorbire altri aumenti, fossero anche solo del 2%. Nel 2013 solo Imu e Tares hanno inciso fino all’8% sui fatturati delle imprese. Se l’intenzione è di far chiudere tutti, questa è la strada buona. Ma la politica dovrà poi rispondere della perdita di occupazione”.

I rappresentanti delle sigle sindacali denunciano anche la mancanza non solo di un piano finanziario, ma anche di un piano industriale relativo alla gestione dei rifiuti. “I rifiuti diminuiscono perché si produce e si consuma di meno, eppure i costi aumentano. Accade perché è stata messa a bando solo la gestione del servizio di raccolta e non quella degli impianti”.

“I Sindaci prima di tutto, insieme alla Regione, ci devono spiegare il perché di una decisione sbagliata, giocata sulla pelle di tutti i cittadini. È inutile che facciano lo scaricabarile con le responsabilità: sono i Sindaci i primi ad avere voce in capitolo, in quanto presenti nell’assemblea di Ato Toscana Sud e nel 90% dei casi anche all’interno di Sei come proprietari dei singoli gestori delle attività ambientali”.

“Ed è perfettamente inutile che la Regione Toscana abbia fissato al 70% l’obiettivo della raccolta differenziata se non ha pensato poi a fissare anche un obiettivo anche per il riciclo e riuso dei rifiuti. È una vera presa in giro per tutti i cittadini responsabili. Occorre quindi che anche la Regione riveda al più presto il sistema dello smaltimento dei rifiuti. Lo abbiamo già denunciato: lo spettro Campania è dietro l’angolo”.

La nota firmata da Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confindustria, Confapi, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Legacoop Toscana, Confcooperative si conclude con un appello al Comune capoluogo, che detiene una quota rilevante di Ato Toscana Sud (il 16%): “Invitiamo il Comune di Arezzo a dare il buon esempio bloccando ogni forma di aumento”, concludono le associazioni di categoria, “è un atto dovuto di responsabilità verso il futuro delle nostre imprese e, con loro, della nostra comunità”.