Tasi, con le nuove aliquote rischia di pesare più dell'Imu

Mercoledì, 29 Gennaio 2014

"L'accordo tra Governo e Comuni sulla Tasi ha un solo significato: i Comuni incassano e i contribuenti pagano". Lo sostiene Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, presentando i dati emersi da un'elaborazione del Servizio Politiche Territoriali sulla nuova tassa.
Infatti, la decisione di non utilizzare i 500 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità, che avrebbero permesso di introdurre delle detrazioni (25 euro medi), anche sull'aliquota di base, rischia di far "passare alla cassa" 2,5 milioni di contribuenti 'esenti Imu', che per effetto del combinato disposto delle basse rendite catastali e detrazioni non avevano pagato l'imposta nel 2012.
Ma non basta. Per oltre 10,5 milioni di contribuenti (il 50% del totale), residenti negli oltre 5.600 Comuni che avevano l'aliquota Imu al 4%, la Tasi rischia di essere più pesante della stessa Imu. Con la decisione di aggiungere un'addizionale (tra lo 0,1 per mille e lo 0,8 per mille) sulle aliquote massime della Tasi, da dedicare esclusivamente alle detrazioni, il rischio è che i Comuni siano spinti a portare al massimo le aliquote di riferimento. Questa operazione porterebbe un'extra gettito di 1,4 miliardi di euro, che equivalgono a soli 63 euro medi per le detrazioni.
"Nelle nostre simulazioni - commenta Loy - per la prima casa, si parte da un gettito medio, senza 
addizionale aggiuntiva, di 135 euro (198 euro senza detrazioni), ai 198 euro (261 euro senza detrazioni), con l'aliquota massima al 3,3 per mille. Mentre, per le seconde case, si può arrivare ad aumenti del 7,6% (64 euro) nel caso si applicasse l'aliquota dell'11,4 per mille. Si passerebbe, dunque, dagli 837 euro dell'Imu del 2013 ai 901 euro del combinato disposto Imu più Tasi. L'addizionale aggiuntiva - conclude Loy - è soltanto l'antipasto di quello che può succedere nel 2015, quando l'aliquota massima della Tasi potrà arrivare al 6 per mille".
La Uil chiede dunque al Governo "che il decreto contenga un indirizzo chiaro sulle detrazioni che non dovranno penalizzare i pensionati e i lavoratori dipendenti. Come dimostra, infatti, il nostro studio, senza detrazioni, in molti casi, la Tasi risulterebbe più 'salata' dell'Imu.

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