«Sui rifiuti aumenti minimi. E votati dall’Ato»

Vigni, presidente di «Sei Toscana», spiega come (e perché) cambieranno le tariffe

Giovedì, 20 Febbraio 2014

«Nessuna stangata, nessun aumento tariffario del 20-30%. Il corrispettivo provvisorio del servizio è cresciuto di appena due milioni per nuovi servizi, più l’inflazione, su complessivi 104 milioni. E a determinare le tariffe è l’autorità di ambito, non il gestore unico».

Fabrizio Vigni, presidente di Sei Toscana — la società che per vent’anni gestirà il ciclo dei rifiuti nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena — ribatte ai sindaci infuriati per gli incrementi tariffari.

Vigni, come stanno davvero le cose?

«Vorrei premettere una cosa: Sei Toscana ha avviato la gestione del servizio da un mese e mezzo, siamo solo all’inizio di una sfida ambiziosa e innovativa per tutti. La prima gara in Toscana, tra le prime in Italia: 3 province, 103 Comuni (109 con Piombino e Val di Cornia), quasi un milione di abitanti. Per l’Italia questa esperienza è un esempio, paradossale che non si capisca a casa nostra. Siamo in uno scenario nuovo e vorrei che tutto il territorio ci aiutasse a vincere la scommessa: più differenziata, meno discarica. Non solo spazzare le strade, ma green economy».

Premesso questo, è in arrivo la stangata-rifiuti oppure no?

«A chi dice che sarebbe stato respinto il piano tariffario di Sei Toscana rispondo che non abbiamo il compito di presentare piani tariffari: le determinazioni sul corrispettivo provvisorio 2014 del servizio le prende l’Ato, con l’assemblea dei Comuni. Sempre l’Ato delibera la ripartizione Comune per Comune. Sei Toscana deve rispettare il contratto di servizio sottoscritto con l’Ato a marzo 2013, che a sua volta rispetta il bando di gara».

E queste cifre a quanto ammontano?

«Il corrispettivo provvisorio 2014 deliberato dall’Ato il 19 dicembre ammonta a 104 milioni per i servizi di raccolta, spazzamento, trasporto, eccetera. Più l’importo della gestione degli impianti, non di competenza diretta di Sei: circa 57 milioni per la selezione, valorizzazione, trattamento, recupero, termovalorizzatori e discariche. L’accordo integrativo al contratto di servizio tra Ato e Sei è stato firmato il 24 dicembre, il corrispettivo definitivo va determinato entro giugno».

E’ vero che qualche Comune avrà aumenti record?

«Non posso valutare caso per caso. Posso dire che il corrispettivo 2014 è determinato prendendo i costi del servizio 2013 e aggiungendo i nuovi che valgono circa il 2% (come il porta a porta in alcuni Comuni) e l’inflazione, l’1,5%. Le nuove voci ammontano a 2,6 milioni, meno 500mila euro di servizi cancellati. Quindi siamo a 2 milioni. C’è stata discussione su due voci che per il momento non entrano negli acconti, il rischio morosità e gli oneri finanziari per gli impianti, ma la delibera dell’Ato sulle prime fatturazioni ai Comuni è stata approvata».

Contenere i costi è comunque una necessità: come?

«E’ una nostra preoccupazione, conosciamo le difficoltà delle famiglie. Lavoreremo per un sistema più efficiente, ma abbiamo ereditato inefficienze e serve tempo. Si potrebbe rinunciare a investimenti che forse non servono, come il nuovo termovalorizzatore di Arezzo. Era previsto dal bando di gara, ma a mio parere non è necessario: la produzione dei rifiuti non aumenta, la differenziata e il riciclo dovranno crescere, per il recupero energetico bastano gli impianti esistenti. Se non si dovesse più fare, risparmieremmo 80-90 milioni. A vantaggio delle tariffe».