Siti industriali dismessi. Il procuratore capo Rossi: “Sono bombe ecologiche”

Corpo Forestale alza la guardia sul territorio: l’abbandono degli edifici porta spesso a un inquinamento incontrollato

Venerdì, 18 Luglio 2014

Il Corpo Forestale alza la guardia sul controllo del territorio con un particolare occhio agli ex siti industriali dismessi. "Sono vere bombe ecologiche" ha detto il procuratore capo della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi ieri mattina in occasione della visita del nuovo comandante regionale Giuseppe Vadalà  al Comando di via Casentinese. A fare gli onori di casa il comandante provinciale Claudio D'amico che ha voluto ricordare il cammino virtuoso avviato nell'Aretino a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini grazie anche alla sinergia tra Forestale e Procura. Il merito è di un gruppo di agenti con qualifiche professionali o meglio di un nuovo modo di lavorare avviato per portare avanti le pratiche evitando la prescrizione dei reati di natura ambientale." Con soddisfazione - ha detto il comandante Claudio D'amico - l'ufficio che da qualche tempo ormai è avviato in Procura garantisce in tempi brevi di istruire le pratiche per trattare in tempi rapidi i reati di natura ambientale per i quali sono previsti tempi ristretti di prescrizione". E così a crescere di giorno in giorno è l'attività del Corpo Forestale. "Notevoli - ha detto il procuratore  capo Rossi - sono i risultati raggiunti dal Corpo Forestale. Un aumento quantitativo e qualitativo delle operazioni su temi che riguardano la salute dei cittadini. Negli ultimi mesi si sono aperti nuovi campi di azione e quello delle aree industriali dismesse è un fenomeno da non trascurare nel territorio aretino. Dal punto divista ambientale non sono siti neutri ma vere bombe ecologiche. Fenomeno di abbandono che spesso porta a inquinamento non controllato". L'attività del Corpo Forestale mirata al controllo di siti industriali dismessi è quindi meritoria perché punta dritta a controlli su aree dove fino ad oggi forse non si guardava più di tanto. Con l'avvento della crisi però spesso migliaia e migliaia di metri quadrati di superficie si trasformano negli anni in discariche a cielo aperto. All'abbandono iniziale segue il degrado che sconfina in pericoli ambientali per prevenire i quali è fondamentale promuovere attività di prevenzione. "Le linee regionali - ha detto il neo comandante regionale Vadalà – indica No una particolare attenzione al territorio con controlli sugli exsiti produttivi ma anche sul settore alimentare ed agro-alimentalre. In tempi di crisi sono settori sui quali alzare la guardia. Purtroppo l'analisi di Legambiente Toscana, con Il Rapporto Ecomafia 2014, conferma la Toscana tra le regioni più colpite dalla criminalità ambientale. Inoltre nei decenni scorsi il suolo agrario è stato eccessivamente sfruttato per le costruzioni. Oggi al fenomeno di degrado si collega il problema dello smaltimento dei rifiuti. Ecco quindi che sinergie tra il Comando e la Procura sono preziose per ottenere certezza della pena nel campo ambientale”.