Sei Toscana esternalizza, Cgil: "Se la politica c'è batta un colpo, deve recuperare il suo ruolo di controllo del sistema dei rifiuti e di tutela dei cittadini”

Sabato, 8 Febbraio 2014

Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, avrebbe annunciato l'intenzione di esternalizzare una parte del sistema nel territorio di Grosseto. Ghiandelli della funzione pubblica Cgil di Arezzo interviene: "Noi vorremmo sollecitare i politici che saranno protagonisti delle elezioni amministrative di maggio in Valdarno"

Sei Toscana, il nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle province dell'Ato Toscana Sud, Arezzo, Grosseto e Siena avrebbe annunciato l'intenzione di esternalizzare a un soggetto esterno una parte del sistema integrato nel territorio di Grosseto. Andrea Ghiandelli della funzione pubblica Cgil di Arezzo, si dice preoccupato e interviene. “Se la politica c'è batta un colpo, deve recuperare il suo ruolo di controllo del sistema dei rifiuti e di tutela dei cittadini”. Poi si rivolge ai sindaci del Valdarno.

"Per le organizzazioni sindacali questa è una mossa poco chiara, perché di solito un'esternalizzazione ha come obiettivo quello di ridurre i costi tramite la diminuzione del costo del lavoro, abbassando le tutele ed a volte lo stipendio dei lavoratori, oppure un peggioramento del servizio o addirittura con un aumento delle tariffe".

"Quello che accade a Grosseto potrà accadere anche qui e ci preoccupa molto il fatto che nessuno tra i politici aretini interessati, tra gli amministratori, abbia mai preso una posizione pubblica. I sindaci del territorio sono a conoscenza di quello che sta per accadere a Grosseto? Se lo sanno perché non hanno fatto niente per ostacolarlo? Se non lo sapessero sarebbe ancora peggio perché significherebbe che Sei Toscana può e si permette di modificare l'assetto organizzativo della struttura senza tenere in considerazione le indicazioni della politica. Questa è una debolezza per i cittadini, Sei Toscana potrebbe agire senza nessun contrasto, potrebbe prendere decisioni non nell'interesse dei cittadini senza nessun ostacolo".

"Intanto Sei Toscana sta accentrando potere e funzioni strategiche a Siena, la parte organizzativa, l'assetto amministrativo e tecnico con una sede stratosferica di circa 4000 metri quadri che costerà svariati milioni di euro, costi che secondo noi ricadranno nelle tariffe che dovranno pagare i cittadini. Contemporaneamente i sindaci si sono visti soffiare sotto al naso i servizi di prossimità, non sono stati lasciati sul territorio uffici e personale utili al cittadino e gli stessi lavoratori hanno subito un notevole disagio spostando la sede di lavoro ad oltre un'ora di auto di distanza. Gli enti stessi non hanno più un'interfaccia sul territorio".

Poi Andrea Ghiandelli si rivolge direttamente ai sindaci del Valdarno: "Noi vorremmo sollecitare i politici che saranno protagonisti delle elezioni amministrative di maggio in Valdarno come il Sindaco Viligiardi, che sarà il prossimo candidato del Pd per San Giovanni Valdarno, e Sergio Chienni che ha vinto le primarie per Terranuova Bracciolini. Anche a loro pongo un problema che mi preoccupa: nel consiglio di amministrazione di Sei Toscana c'è l'ex presidente del Csa, espressione della politica valdarnese perché nominato dal Comune di Montevarchi, se anche lui ha votato a favore dell'esternalizzazione nella zona di Grosseto è la riprova che la politica deve ritrovare il suo ruolo di controllo e di garanzia che in questo momento sembra perso".

"Siamo a disposizione delle forze politiche per un confronto e per trovare delle soluzioni", conclude Andrea Ghiandelli.

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