Sant’Agostino, le notti del degrado

Polemica in centro schiamazzi e «resti» della movida con i servizi pubblici fuori uso da tempo

Mercoledì, 23 Luglio 2014

«Ciao, vado in ferie: per piacere non fate la pipì per la strada. Grazie». Per fortuna c’è chi ancora riesce a farsi scudo dell’ironia, ma il livello di sopportazione in piazza Sant’Agostino e zone limitrofe è arrivato ben oltre il livello di guardia. Il manichino comodamente seduto in poltrona dietro la vetrina dei parrucchieri Francesca e Gianni assomiglia maledettamente a quelli bianchi di Icastica di fronte ai Portici di via Roma. Ma qui siamo in via de’ Mannini, a due passi da Corso Italia e da Sant’Agostino, una delle piazze-simbolo del restyling del centro storico portato avanti fin dagli albori dalla giunta Fanfani. Il mega-pupazzo ha un giornale sulle gambe ed è attorniato da riviste e flaconi di prodotti per capelli. Di fronte, attaccato sulla vetrina, il messaggio scritto a pennarello con cui inizia questo articolo. Un accorato appello alla decenza e al decoro che, nonostante la fantasia dei due parrucchieri, difficilmente sarà raccolto.Già, perché nelle strade, nei porticati e nei vicoli stretti che costeggiano la piazza sottratta al declino grazie ai lavori ma non alla maleducazione di ogni notte, i resti sono sempre gli stessi. Escrementi, vomito, bottiglie di birra in frantumi, siringhe abbandonate negli angoli più appartati, bivacco anche con i sacchi a pelo.«Tutte le settimane è la stessa storia — sospira uno dei residenti — ma per certi versi è anche difficile dare torto a chi frequenta la piazza: i bagni pubblici vicino all’attuale Informagiovani sono esistiti da sempre. Da quando Sant’Agostino è stata rinnovata sono stati chiusi, si dice per un errore nella progettazione che li rende inutilizzabili. Con tutto il flusso di gente che c’è e con tutti i bar aperti fino a tardi (spesso senza i servizi a disposizione) è normale, purtroppo, che si verifichino situazioni del genere».Sono soprattutto le zone meno in vista che costeggiano Sant’Agostino a pagare pegno nelle serate allegre d’estate. La già citata via de’ Mannini ha un paio di gallerie che la collegano direttamente con la piazza sul lato del Circolo Aurora e del Mivà di Più. C’è anche e soprattutto la Galleria Benedetto Cairoli in corrispondenza del grande complesso edilizio che da qualche anno ha preso il posto della scuola media Margaritone. È qui che è stata scattata la foto che ritrae le due persone addormentate nel sacco a pelo ed è qui che ogni notte si concentrano schiamazzi fin quasi all’alba e le tracce poco edificanti del «fine movida».I residenti di appartamenti che dovrebbero essere d’èlite per posizione e pregio hanno più volte fatto sentire la loro voce: nei prossimi giorni dovrebbe esserci un incontro fissato con il sindaco Fanfani. Chiedono di poter chiudere l’area (che in parte è privata) con dei cancelli e soprattutto un po’ più di controlli da parte delle forze dell’ordine anche sugli orari di apertura. Ma la domanda vera, che vale per tutta la zona della città antica è un’altra: possibile che una piazza che è tornata a essere uno dei punti nevralgici del centro storico, frequentata ogni sera da centinaia di persone, non ci sia nemmeno un bagno pubblico?