Rifiuti, resta l’ombra della mazzata. Ieri l’incontro in Provincia con i vertici di Sei Toscana, ma la partita non è conclusa.

Sindaci a confronto. Dringoli: «Aumenti del 4-5%, al lavoro per scongiurare il peggio»

Mercoledì, 19 Marzo 2014

La morosità di imprese e cittadini già così tocca il 15%. Ma la mazzata è dietro l’angolo. Ecco perchè si lavora a ritmo serrato per scongiurare gli aumenti ipotizzati, fino anche al 30%. Non si placano le polemiche sul caso rifiuti e sulle bollette che verranno fuori dal nuovo piano di Sei Toscana, il gestore unico che in questi giorni preoccupa sia sindaci che cittadini a cui si dovranno spiegare i motivi dell’aumento. Con tutte le categorie economiche scese in campo per scongiurare rialzi salati nelle prossime tasse sui rifiuti. Una battaglia che vede sullo stesso fronte Arezzo ma anche i comuni di Siena e Grosseto, riunite dal gestore unico. Ieri l’incontro in Provincia in cui erano convocati 38 sindaci aretini ma anche Fabrizio Vigni, presidente di Sei Toscana, Nazareno Betti, presidente dell’Ato Toscana Sud e Andrea Corti, direttore dell’Ato. Ma riunioni e tavoli di discussione non finiscono qui. Oggi è in programma l’incontro a Siena tra Ato, Comuni e Sei Toscana. Obiettivo ridurre il più possibile gli aumenti ventilati. Perchè se il costo delle bollette non sarà determinato dal gestore, è comunque Sei Toscana a presentare il conto ai comuni per il servizio sul territorio. Saranno quindi i primi cittadini a fare la parte dei cattivi presentando il conto in bolletta. «L’incontro di ieri era in programma per fare una panoramica della situazione con i soggetti interessati e con i sindaci e per avere una linea comune - spiega l’assessore Franco Dringoli - oggi a Siena è previsto l’incontro tra Comuni, Sei Toscana e Ato. Gli aumenti in questa fase sono accettabili, questo infatti è il primo anno del passaggio al gestore e non ci sono ancora procedure di ottimizzazione. Il nuovo piano rifiuti partirà dal prossimo anno. Come Comune abbiamo attivato nuovi servizi come il porta a porta con aumenti del 4-5% per quest’anno che comunque rientrano nell’ordinario. Sarà nostro obiettivo ridurre il più possibile tutto quello che va oltre queste percentuali, è presto per tirare le somme, la partita è ancora aperta». La questione resta calda. Con i comuni da una parte che devono capire il perchè degli aumenti e le associazioni di categoria che lanciano gridi d’allarme per imprese, commercianti e privati cittadini che già adesso annaspano tra tasse e balzelli. E se ad Arezzo si parla di un conto con un’impennata del 15%, per l’assessore Dringoli quest’anno il Comune di Arezzo che sta comunque trattando con Sei Toscana, è interessato per il momento da aumenti del 4-5%. E se il numero uno di Sei Toscana Vigni prometteva solo qualche giorno fa nessuna stangata, sindaci e associazioni di categoria temono i rialzi in bolletta. Con la morosità di imprese e cittadini che è cresciuta dal 4 al 15%. «A chi dice che sarebbe stato respinto il piano tariffario di Sei Toscana rispondo che non abbiamo il compito di presentare piani tariffari: le determinazioni sul corrispettivo provvisorio 2014 del servizio le prende l’Ato, con l’assemblea dei Comuni», aveva detto Vigni. Le cifre? Il corrispettivo provvisorio 2014 deliberato dall’Ato ammonta a 104 milioni per raccolta, spazzamento, trasporto, più l’importo della gestione degli impianti, non di competenza diretta di Sei: circa 57 milioni per recupero, termovalorizzatori e discariche.