Rifiuti, arrestato Guarguaglini

Napoli, l’ex numero uno di Finmeccanica incastrato dalla sua assistente

Martedì, 1 Luglio 2014

Un mare di «fondi neri», di società occultate all’estero, di conti cifrati nei cantoni svizzeri e di politici da «oliare» ma ancora con il volto nascosto. L’inchiesta Finmeccanica punta ancora più in alto con l’arresto (associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, è ai domiciliari) dell’ex presidente e ad Francesco Guarguaglini: sarebbe lui il terminale di 4 milioni di tangenti, parte di una «provvista» di 17 milioni distribuita a politici e legata al Sistri, il «sistema integrato di tracciabilità dei rifiuti». Non manca, come in tutte le tangentopoli che si rispettano, l’aspetto farsesco.Tangenti per 800mila sarebbero state occultate in borse uguali a quelle utilizzate dai calciatori della squadra abruzzese dilettantistica «Pescina Valle del Giovenco», della quale era patron l’imprenditore Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato della Selex, società del Gruppo Finmeccanica.La somma sarebbe stata poi divisa tra Guarguaglini e l’ex direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, ai domiciliari dal 24 marzo. A confermare l’arrivo di queste sacche sportive è stata la storica segretaria di Guarguaglini, Patrizia Silverio.L’arresto dell’ex «numero uno» di Finmeccanica e la mazzetta di 800mila euro (parte di una bustarella di 4 milioni) è solo la punta di un iceberg. Secondo la procura di Napoli occorre ora fare una mappatura completa della complessa vicenda di false fatturazioni e sovraffatturazioni destinate a creare fondi neri per 17 milioni. A chi finiva questo mare di mazzette? Per ora non si sa, ma si conosce la giostra costruita per far girare il denaro.Per alimentare il fiume di fondi neri e destinarli a referenti politici al momento ignoti, infatti, gli ex vertici Finmeccanica avevano costituito una società nello stato americano del Delaware, con la contemporanea apertura di conti correnti cifrati in Svizzera. Come veniva alimentato questo sistema? Con le false fatturazioni nei rapporti tra la Selex , che aveva avuto assegnato l’affidamento del progetto di tracciamento dei rifiuti Sistri, e le molteplici società sub-appaltatrici compiacenti. Secondo quanto emerso, alcuni imprenditori vicini al gruppo, già raggiunti da misure cautelari nell’ambito della stessa indagine, costituivano una sorta di «braccio operativo occupandosi materialmente della richiesta e della riscossione delle somme di denaro.