Rifiuti, fra 7 e 9% gli aumenti di Sei Toscana: gli aretini votano contro ma il piano è passato

Aziende partecipate ieri assemblea calda a Siena. Arezzo e le città della provincia messe in minoranza. ma per l’assessore Dringoli “la partita è ancora in movimento, vogliamo un rinvio”.

Martedì, 1 Luglio 2014

«La partita è ancora in movimento» giura l’assessore Franco Dringoli appena uscito dall’assemblea dell’Ato che si è svolta ieri pomeriggio a Siena. Sono le 19 passate, «sto tornando in auto verso la città» spiega il titolare della delega al ciclo di rifiuti. Ma ci torna dopo un voto dei sindaci dell’area vasta difficile da digerire, sia per lui sia per i colleghi aretini che hanno trascorso il pomeriggio all’ombra della torre del Mangia. Messi in minoranza, questa è la sintesi estrema, dai sindaci delle province di Siena e di Grosseto sulla votazione del documento con cui Sei Toscana, il gestore unico, fissava il corrispettivo provvisorio delle tariffe da conguagliare a fine anno. Non sono rose e fiori. L’aumento medio per i Comuni oscilla fra il 7 e il 9%, Arezzo si colloca in posizione mediana con la stangata che arriva all’8%. «Abbiamo chiesto un rinvio di almeno una decina di giorni — spiega Dringoli — per valutare meglio le varie voci. Si è comunque andati al voto ma le bocce non sono ferme. Sono convinto di avere ancora margini di azione».Praticamente compatto il fronte aretino del no, pur con qualche eccezione limitata ai comuni che ospitano grossi impianti di smaltimento e che da essi traggono linfa fondamentale. Ma con Arezzo si sono schierate senza mezze misure San Giovanni Valdarno, Cortona, Monte San Savino, Civitella della Chiana, Anghiari, Sansepolcro, giusto per fare qualche esempio significativo. Altrettanto compatto il versante senese e grossetano, dove evidentemente l’aumento in questa percentuale viene considerato il male minore viste le posizioni da cui si era partiti, con rincari ipotetici che avrebbero toccato la soglia del 20%. E anche per alcuni sindaci aretini, che pure hanno votato no, il corrispettivo provvisorio varato da Sei Toscana potrebbe rappresentare un compromesso accettabile e non una disfatta.Vedremo se la penseranno allo stesso modo le famiglie e le imprese, sottoposte in queste settimane a un autentico fuoco di sbarramento fatto di tasse di tariffe da pagare. Ma Dringoli insiste: «Siamo impegnati a limare, non a caso ho chiesto uno slittamento dei termini per definire il corrispettivo che infatti si chiama provvisorio, proprio a voler sottolineare che non si tratta del traguardo finale«.Il quadro, però, è questo. All’inizio del mese di giugno sono arrivati nelle case degli aretini i bollettini per il versamento della prima rata della Tari, cifra del tutto svincolata dagli effettivi corrispettivi ma calcolata su quanto era stato pagato nel 2013. A dicembre ci sarà invece il conguaglio e soltanto allora il contibuente potrà accorgersi della differenza reale maturata fra un anno e l’altro, misurando la reale entità dell’aumento. Ed è qui, sul corrispettivo provvisorio votato ieri dai sindaci, che si dovrà ragionare. Ci sono davvero, come dice l’assessore Franco Dringoli, possibilità per limitare un rincaro di tariffa innegablmente alto, ben al di sopra dell’inflazione? Lui ci spera: «Calmierare è ancora possibile, da oggi saremo al lavoro con le forbici».Al di là di tutto, ieri a Siena si è palesata una clamorosa spaccatura fra gli oltre cento sindaci che fanno parte dell’assemblea dell’Ato. Una provincia intera o quasi, quella di Arezzo, si è schierata contro i rincari mentre Siena e Grosseto sembrano essersi adeguati ai calcoli effettuati dal gestore del ciclo dei rifiuti della Toscana del Sud. Da sottolineare che le singole aziende locali si erano consorziate in Sei Toscana, con l’apporto di soci privati, con l’obiettivo dichiarare di razionalizzare il servizio e avere una maggiore efficienza con minore spesa. Per ora nulla di tutto questo è accaduto: miglioramenti nel servizio non se ne vedono, fioccano invece gli aumenti alla faccia delle economie di scala. Per quanto riguarda Arezzo c’è un’ulteriore questione, ovvero la previsione del raddoppio dell’inceneritore di San Zeno contenuta nel piano industriale di Ato 4. Il Comune ha inviato le sue osservazioni tracciando una linea netta: non si parlì né di raddoppio né di potenziamento. Ancora deve arrivare la risposta. E a proposito di piani: che fine ha fatto quello interprovinciale dei rifiuti? si chiede allarmato Paolo Pezzati, coordinatore di Sel dopo che l’addio della Provincia. «L’approvazione — dice Pezzati — doveva essere l’ultimo atto dell’amministrazione uscente, con le osservazioni presentate entro l’8 giugno. L’ultima riunione del consiglio doveva concentrarsi proprio sulle osservazioni, ma il 21 giugno è trapelato che il piano non sarebbe stato approvato. E io mi chiedo: che succede?». L’assessore provinciale Andrea Cutini assicura però che il piano interprovinciale non andrà nel cestino. «A oggi — spiega — non è stato possibile approvarlo perché non c’è stato tempo di esaminare le osservazioni».