«Punto su ambiente e turismo»

Marini, 37 anni, spiega perché ha accettato la candidatura a sindaco di Arcidosso

Martedì, 25 Marzo 2014

Jacopo Marini, 37 anni, candidato a sindaco di Arcidosso per il Pd scende in campo con le idee chiare. Affronta di petto le questioni più spinose e mette i primi paletti al programma. Gli avversari la attaccano perché è un “figlio d’arte”. Sindaci e assessori in famiglia. «Sì, c’è chi pensa, anche in modo strumentale, che possa essere condizionato dalla esperienza politica di mio padre Pier Luigi. Non è così. Ho un percorso umano e politico molto diverso dal suo. Basta pensare a me renziano e a lui che credeva invece nella “ditta di Bersani” e poi in Cuperlo. Non rinnego però la mia storia: è lui infatti che mi ha trasmesso i valori della politica, la lezione di Berlinguer. Io farò il mio percorso. Ascolterò ogni singolo cittadino e accetterò suggerimenti, ma alla fine saremo sempre io e la mia squadra a decidere. Infine mi lasci dire una cosa, lui è stato sindaco nella seconda metà degli anni 80, una delle stagioni più ricche di iniziative per Arcidosso. Qualche suo consiglio forse sarà bene ascoltarlo. Vale per me come per tutti i futuri amministratori». Leviamoci subito l’altro dente: la geotermia. «Ho lavorato in Regione per anni e vi assicuro che ci sono tante criticità ambientali in Toscana e nessuna è stata studiata e indagata come la geotermia in Amiata. Tutti gli studi condotti sull’argomento, italiani ed esteri, vanno nella stessa direzione escludendo impatti negativi dello sfruttamento geotermico sull’ambiente e soprattutto sulla salute dei cittadini. Sono stato testimone di un percorso serio e rigoroso condotto da tutte le istituzioni locali coinvolte. Seguirò l’argomento con grande attenzione e mi adopererò per attivare l’istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio ambientale insieme agli altri comuni, così come previsto dal protocollo. Penso che sull’Amiata riguardo alla geotermia non ci saranno più ulteriori sviluppi». Perché ha deciso di accettare la candidatura Pd? «Mi è stato proposto da alcuni membri del partito democratico locale. Ho deciso di accettare per il profondo attaccamento a questa terra e perché credo molto nelle sue straordinarie potenzialità. E ho pensato che a 37 anni potevo fare la mia parte e mettermi in gioco per dare un contributo. Inoltre in questi anni ho lavorato in Regione Toscana e così ho avuto modo anche di tessere relazioni che se sarò eletto potranno tornare utili per il nostro territorio». Su cosa punta per Arcidosso? «Qualità, binomio ambiente e turismo, servizi efficienti, inclusione sociale e riduzione della pressione fiscale. Con investimenti tesi al recupero del nostro patrimonio urbanistico e dei nostri centri storici, possiamo far ripartire, anche le imprese edili locali. Il cuore del recupero, per cominciare, lo vedo alla Madonna Incoronata. E poi penso a progetti di differenziata con il porta a porta, per creare nuovi posti di lavoro ed evitare l’ecotassa. Penso a un’offerta turistica con le riserve naturali, la sentieristica e l’enogastronomia, che favorirebbe l’occupazione giovanile qualificata e le attività commerciali. Ma il programma lo svilupperemo con gli alleati con le forze più vive della società. Un programma partecipato da costruire con i cittadini».