A Principina si alza la voce: “Qui non ci aiuta nessuno”

Giovedì, 27 Agosto 2015

«CI AVEVANO detto che nel corso della notte avrebbero ripulito tutto, invece non è cambiato niente». Michele lavora come aiuto-bagnino a Principina. Il lavoro che ha davanti a sé non è per niente invidiabile. I tronchi e i rami scaricati sulla spiaggia in seguito alla piena dell’Ombrone sembrano non finire mai. Si lavora con rastrelli, pale e anche motoseghe. «Ognuno si sta arrangiando come può – allarga le braccia Niccolò Tusa, bagnino a Le Dune -. Temo che fino ai primi di settembre la situazione non tornerà alla normalità. Dalla Capitaneria ci hanno detto che stasera (ieri, ndr.) ci manderanno le ruspe. Noi attendiamo fiduciosi. Intanto, in mare stiamo trovando di tutto. Moltissimi pesci morti e anche taniche di benzina. All’altezza della foce dell’Ombrone è stata addirittura rinvenuta una carcassa di cinghiale...». Al bagno Medusa, il gestore e bagnino Roberto Berti non nasconde il suo malcontento: «Le uniche informazioni che ho le ho ricevute dal collega del Grifomare, lo stabilimento qui accanto – dice – in pratica, dobbiamo prendere a mano i legni più piccoli e depositarli, ammonticchiati, sulla spiaggia libera. Poi, sarà il Comune a portar via tutto». Intanto, qualcuno ha disdetto la prenotazione. «Alcuni milanesi di fronte a questo mare di tronchi hanno preferito andar via – racconta Berti -. Io non ho fatto questioni. Ho restituito i soldi e li ho salutati». Molti anche i villeggianti che non sono rimasti con le mani in mano.