Prima era un rifiuto, ora è un affare. Ecco la resurrezione della plastica

Toscana, siglato un accordo tra Regione e aziende per il riciclo

Venerdì, 20 Giugno 2014

Da vaschette alimentari a pannelli fonoassorbenti, cavi, panchine o giochi da giardino. Il riciclo delle plastiche raggiunge una nuova frontiera e rilancia il primato toscano del recupero dei rifiuti. Dopo bottiglie e flaconi, anche qualsiasi altro tipo di imballaggio non finirà nel termovalorizzatore ma sarà riciclato. E’ stato siglato ieri in Regione il rinnovo dell’accordo sulle plastiche miste provenienti da raccolta differenziata. Al tavolo della firma erano presenti la Regione Toscana, rappresentata dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, Valerio Caramassi, presidente di Revet spa, Emanuele Rappa, ad di Revet Recycling , Giorgio Quagliuolo, presidente Corepla, e i vertici di Conai e Anci Toscana. L’obiettivo è quello di incrementare la filiera industriale toscana di selezione, riciclo e granulazione delle plastiche miste raccolte negli impianti Revet, per poi avviarle alla granulazione più sofisticata del nuovo impianto di Revet Recycling. Tutto il processo industriale delle plastiche miste è stato lanciato con un investimento di 5 milioni di euro, un progetto in cui sono stati coinvolti 140 comuni toscani che hanno ricevuto un contributo di 2,2 milioni di euro. Ancora più concretamente, con questa nuova attività industriale, si potrà ridare valore a circa 20mila tonnellate di plasmix che ogni anno vengono raccolte e selezionate in Toscana. Ritorno economico dell’accordo: previsto un corrispettivo a Revet Recycling da parte di Corepla, consorzio nazionale per il recupero della plastica, per ogni tonnellata di plasmix e l’incentivo di ‘acquisti verdi’ (oggetti risultato del riciclo) da parte degli enti locali e non solo. Per l’assessore Bramerini questo nuovo processo industriale rappresenta una frontiera di alta tecnologia, superiore anche alla Germania, dove il plasmix è destinato al termovalorizzatore o allo smaltimento in discarica. La Toscana è già da tempo alla ribalta europea per il riciclo dei rifiuti e questo passaggio anticipa i parametri severissimi della prossima direttiva europea, che sarà emanata nel 2010. Così la Regione consolida un percorso iniziato nel 2009, con un primo accordo con Revet e Corepla, con cui promuoveva un ‘progetto di riciclaggio delle materie plastiche’. Nel 2010 è arrivato il protocollo di intesa che ha aggiunto ai protagonisti anche Anci, Anci Toscana, Pont–Tech scrl per le attività di ricerca e l’avvio del riciclo del plasmix grazie alla raccolta differenziata. La Regione ha poi promosso due bandi, (2011 e 2012) per erogare contributi per acquisti verdi. Nell’agosto 2013 è stato quindi acceso l’impianto di Revet Recycling, che ha uno sviluppo lineare di circa 120 metri ed è in grado di trattare 2500-3000 chili l’ora di materiali plastici. Ogni anno Revet Recycling processerà tre le 15mila e le 20mila tonnellate di plastiche miste: impiego di circa 10 dipendenti a regime.