A pesca tra rifiuti e con sistemi illegali: protestano gli sportivi

Lunedì, 2 Febbraio 2015

A pesca in Maremma ma nel degrado più totale. La nostra terra può contare su paesaggi incredibilmente belli, di una natura, selvaggia e al contempo affascinante. Spiagge, fiumi e laghetti offrono scorci di bellezza che sollevano il cuore, salvo poi, grazie all'incuria dell'uomo, lasciare l'amaro in bocca in chi li frequenta. E' il caso di alcun appassionati di pesca che hanno segnalato come sia negli ambienti marmi che nei fiumi, stia avvenendo un depauperamento ittico fuori da qualsiasi controllo. "Ho 32 anni - ci dice uno dei pescatori - e sono appassionato di questa pratica da quando ne avevo 6. Duole purtroppo constatare che in molti ambienti naturali sta avvenendo una progressiva e costante distruzione della fauna ittica, nei mari e nei fiumi. Viene portata via qualsiasi tipo di preda, sia che rispetti la misura minima sia che la si peschi nel giusto periodo. Tutto questo, aggiunto all'utilizzo delle reti a strascico di frodo usate anche nei fiumi in maniera abominevole, ha portato a un impoverimento progressivo di questo preziosissimo patrimonio. Pensate aggiunge un suo collega - cosa significhi utilizzare una rete in un piccolo corso d'acqua. La sua estensione copre per intero il suo letto e intrappola dentro tutto quello che vi si trova per poi venderlo o mangiarlo". Ma la denuncia degli appassionati di pesca non termina qui, perché si estende all'integrità dei luoghi. "Se vi recaste nei nostri corsi d'acqua, interni potreste sentirvi male. Nei laghi della Voltina, dietro al fiume Ombrone, un posto meraviglioso e ideale per una scampagnata in famiglia con picnic incluso a contatto con la natura, magari portando i bambini, a parte i rovi che non permettono l'accesso a questi ameni luoghi, c'è una quantità di sporco vergognosa". Un altro pescatore parla di bottiglie di birra, pacchetti di sigarette, barattoli di mais e mezzo secchio di latta usato come barbecue e, come colpo di classe finale, un bel pedalò gettato nell'acqua e semiaffondato. "Che fine farà - si chiede - tutta questa robaccia quando arriverà la prima piena? Dove andrà?". L'altro luogo di cui viene fatta menzione è il ponte dei Cavalleggeri a Marina di Grosseto, nei pressi del centro ippico. "Un posto fantastico - chiosa - facilmente e comodamente raggiungibile a piedi, ricco di pescato, anguille, spigole, muggini e molto altro ancora. Lì si trova una bella piazzola, comoda, comoda, dove con una sedia, ti puoi crogiolare al sole. Ebbene, sembra di trovarsi alle Strillaie o a Cannicci piuttosto che a Marina di Grosseto. C'è una tale quantità di sporcizia da riempire qualche scarrabile e tutto questo senza che nessuno faccia, nulla,". L'ultima. "chicca" è la situazione in cui versa il fiume Ombrone all'altezza di Istia. "Il campo di gara spiegano i pescatori - è impraticabile a causa delle sponde che franano letteralmente e la sua pulizia avviene solo grazie agli iscritti alle gare che, prima di cimentarsi con canne da pesca, esche ed ami, si armano di guanti, ramazze e palette". Ma pure gli altri corsi d'acqua non godono di buona salute, ambientalmente parlando, visto che sovente sono resi inaccessibili da ramaglie varie e da sporcizia sedimentata. Tutto materiale che con la prima piena si trasferisce, intonso, nei fiumi, fungendo da tappo. "A cosa serve pagare 35 euro di licenza annua? - si chiedono gli appassionati di pesca. - Solo per evitare una multa a un padre che per alcune domeniche preferisce portare a pesca il figlio, evitando di farlo rincretinire davanti al computer? Abbiamo mai pensato a fare ripopolamenti? Si sono mai compiuti controlli mirati e si è mai insegnato quanto è bello andare al fiume e dopo aver pescato carpe, lucci o black bass, che letteralmente stanno scomparendo, rimetterli in acqua per farli crescere e riprodursi, salvo prima scattare loro alcune foto per documentare la cattura? Sarebbe bello che i nostri luoghi di pesca tornassero accessibili e vivibili per tutti. La speranza è che le nostre amministrazioni aprano gli occhi e siano in grado di dare di nuovo vita a questo ambiti che hanno rappresentato per intere generazioni di grossetani i luoghi della scampagnata e della gita fuori porta, dove praticare uno degli sport più belli, a contatto con la natura, quale è la pesca".