E otto sindaci del Grossetano chiedono il ritiro della delibera

Stangata timori in tutta l’area

Venerdì, 21 Marzo 2014

Hanno messo nero su bianco che così non va bene, indicando anche una strada che potrebbe essere seguita da altri comuni dell’area vasta sud e quindi pure dai sindaci aretini. I primi cittadini di Manciano, Capalbio, Monte Argentario, Isola del Giglio, Orbetello, Magliano, Sorano e Pitigliano (tutti comuni in provincia di Grosseto) all’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani Ato Toscana Sud chiedendo in sostanza di ripartire da zero. Come? Avviando «un procedimento di revoca invia di autotutela della delibera». Ci si riferisce ovviamente alla delibera, votata dall’assemblea dei sindaci, nella quale si indicavano i servizi che avrebbe dovuto svolgere il consorzio Sei Toscana, nuovo gestore del ciclo dei rifiuti nell’area vasta del sud, comprendente le province di Arezzo, Siena e Grosseto. E’ da questa delibera, come ha ricordato lo stesso presidente del consorzio Fabrizio Vigni, che discende il piano tariffario proposto a Siena nel corso dell’ultima assemblea dei sindaci tenutasi a inizio marzo. In sostanza, si ragiona al Consorzio, le tariffe non le facciamo noi, ma vengono calcolate su quanto ci viene richiesto. Il tutto per arrivare alla copertura complessiva dei costi che il consorzio stesso deve sopportare. Insomma, quasi uno scaricabarile: voi avete votato, ora non lamentatevi.

Resta da vedere come sia adesso possibile, e in che termini, arginare la stangata. Di sicuro la situazione è paradossale: il nuovo organismo-mostro era nato per razionalizzare e portare a economie di scala. E invece, a poco più di due mesi dalla costituzione, ecco arrivare l’onda anomala dei super-rincari.