Mazzata sui rifiuti, è scontro. Gli industriali: “Inaccettabile anche l’aumento del 2%”

Venerdì, 28 Marzo 2014

Nemmeno il 2%. Non c’è posto per rincari, neppure di lieve portata , in merito alla bolletta dei rifiuti. La Tari, la nuova imposta municipale che dovranno pagare gli aretini, sarà decisa dai Comuni della provincia sulla base dei preventivi presentati dal nuovo gestore unico Arezzo-Siena-Grosseto che si chiamata Sei Toscana. Gli aumenti all’orizzonte – molto più salati del 2%, per Arezzo il rischio è di arrivare al 15% e altrove anche del 30% – proprio non vanno giù alle categorie economiche del territorio. Che li hanno già compattamente e sonoramente bocciati. Ma gli Industriali tornano a caricare, rispedendo al mittente anche il più piccolo dei rialzi. ”Il peso delle tasse locali mai come adesso grava sulla testa delle nostre imprese – ha spiegato il presidente di Confindustria Arezzo, Andrea Fabianelli al Sole 24 Ore - e la realtà, oggi, è fatta di imprenditori che non possono sopportare alcun ulteriore incremento di tasse, che sono stremati e stanno pensando di chiudere”.

Il caso del probabile e discutibile consistente aumento delle tariffe è da tempo in cima ai pensieri dei sindaci aretini, che si vedrebbero costretti a fare i conti con una cittadinanza spesso già troppo spremuta che rischia di vedersi calare dall’alto un’ulteriore mazzata. Una situazione creatasi con la presentazione dei conti di Sei alle varie municipalità. Ma è un quadro complesso in cui gioca un ruolo determinante la scelta di mandare a gara per il nuovo soggetto soltanto la gestione della raccolta, dispendiosa, e non quella degli impianti, che produce utili.

”Le imprese non sono in grado di assorbire alcun aumento, fosse anche del 2% – sostiene Fabianelli al Sole – in questa fase in cui le nostre piccole e piccolissime aziende sono in grave difficoltà, visto che molte non esportano e sono alla ricerca di nuovi mercati di sbocco”. Infine il presidente degli Industriali aretini tira in ballo la distribuzione dell’acqua, ipotizzando un parallelo con la nuova gestione di raccolta e smaltimento rifiuti. “Quell’operazione – chiude Fabianelli a proposito della gestione dell’acqua – ha determinato la nascita di un monopolio privatizzato, portando a un enorme aumento dei costi della bolletta idrica: succederà lo stesso ora con i rifiuti?”.