"Mancano i soldi per bonificare la Piana". Scarlino, Segoni: «Solo ottomila consegnati alla Provincia»

Sabato, 1 Agosto 2015

Dove sono andati a finire i soldi stanziati dal ministero dell’Ambiente per la bonifica della Piana di Scarlino? A domandarselo è il deputato Samuele Segoni, di Alternatiba Libera, che in proposito a presentato un’interrogazione a risposta immediata al ministro Gian Luca Galletti.Un quesito non retorico, ma concreto considerando che quella fetta di Maremma non risulta assolutamente bonificata. O comunque con ancora molti problemi in tal senso. «Ci sono 199.140 euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente fermi in qualche capitolo di bilancio della Regione quando i lavori di bonifica sono pressoché fermi e solo 7.860 euro sono stati erogati alla Provincia di Grosseto – scrive Segoni –. Il Governo e la Regione ci spieghino che fine ha fatto questo finanziamento, si assumano le loro responsabilità e trovino soluzioni concrete per tutelare un territorio devastato». L’interrogazione è stata proposta a seguito del question time che si è tenuto giovedì pomeriggio in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati. Segoni, in collaborazione con Comitati locali e il Forum Ambientalista, aveva presentato un’interrogazione immediata al Ministero dell’Ambiente per conoscere se fossero in atto azioni ispettive del Ministero per verificare ritardi e omissioni sulle bonifiche della Piana di Scarlino e se, al fine di realizzare un’efficace tutela delle risorse idriche e della filiera alimentare, la task force istituita dal Ministero nel 2013 dovesse occuparsi anche della realizzazione degli investimenti necessari sul fronte della depurazione e delle infrastrutture. «Proprio mentre la Regione si appresta a rilasciare la terza Via (valutazione di impatto ambientale, Ndr) all’inceneritore di Scarlino, è indubbio che le falde idriche della zona presentino un vasto inquinamento da arsenico con concentrazione fino 680 volte superiori ai limiti di legge e di altri inquinanti come manganese, ferro e solfati. Le operazioni di bonifica compiute nel 2000 sono state così inefficaci che permangono in superficie fonti primarie inquinanti mai rimosse che concorrono all’inquinamento delle aree già bonificate». E’ infatti proprio il Ministero che fa chiarezza, grazie alla risposta scritta nel bollettino della VIII Commissione ambiente: «Con l’accordo, firmato nel 2005 tra ministero Ambiente e Regione Toscana - si legge - è stato previsto un quadro finalizzato a contenere la diffusione degli inquinanti. Per l’intervento furono stanziati 205mila euro, ma ad oggi risultano erogate dalla Regione alla Provincia di Grosseto solo 7.860 euro». Poi l’affondo del deputato di Alternativa Libera. Che ricostruisce la storia di un territorio devastato. «A distanza di cinque anni dalla Convenzione Eni/Regione Toscana – continua Segoni– viene il sospetto che tale strumento, invece che per risolvere un problema ambientale e sanitario, sia stato utilizzato per aggirare la legislazione e per consentire ai responsabili dell’inquinamento di non eseguire le bonifiche secondo i tempi di legge».