Le terre della Tv bloccate dall’Arpat

Cavriglia Si attende ancora il nullaosta da parte del Ministero all’Ambiente

Sabato, 19 Luglio 2014

Torna alla ribalta la questione legate alle terre di scavo che erano state destinate ad o arrivare in Valdarno. Le terre delle Tav non potranno essere portate a Caviglia, almeno fin a quando non arriverà il placet dalle autorità competenti (in primis il Ministero dell'Ambiente). A sottolineare la cosa è stata l'Arpat, specie dopo il ricorrersi di notizie circa una possibile ripresa dei lavori nel mese di settembre. L'Arpat precisa che la situazione è in fase di stallo perché il piano di utilizzo delle terre da scavo è stato sospeso dallo stesso Ministero nel novembre scorso a seguito di quanto emerso dall'inchiesta giudiziaria della Procura di Firenze e allo stato attuale è previsto un riesame, per procedere con il quale si rende necessaria l'acquisizione di nuova documentazione. Le terre, circa tre milioni di metri cubi di inerti da utilizzare per la realizzazione di due colline schermo entrambe alte trentotto metri e per la rimo dell azione delle sponde dal lago di Castelnuovo all'interno del progetto di riassetto dell'area mineraria, paiono essere lontane da Cavriglia e lo sblocco della querelle relativa al loro arrivo pare ancora avere una tempistica lunga e lo stesso pare essere destinato a ripercuotersi sulle ricadute socioeconomiche per il territorio da finanziare con risorse messe a disposizione da Ferrovie, come ad esempio lo svincolo del Porcellino. Tante questioni e cantieri che prevedono ancora tempi lunghi prima di poter far partire realmente i lavori. Vicende sulle quali i cittadini valdarnesi aspettano ancora risposte definitive.