L'assessore Cutini presenta al consiglio provinciale il piano gestione dei rifiuti

Venerdì, 7 Febbraio 2014

Illustrato al consiglio provinciale dall'Assessore all'ambiente Andrea Cutini il Piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti. "E' stata un'elaborazione complessa, perché si pianifica un tema delicato come quello dei rifiuti e per un arco temporale che va fino al 2025 e ciò implica non scelte di corto respiro ma decisioni di carattere strategico, e per di più calate su un territorio molto vasto - ha esordito l'Assessore provinciale all'ambiente Andrea Cutini. E' un Piano che interessa 109 Comuni, una superficie totale superiore ai 12.000 km², pari a oltre la metà della Toscana, e una popolazione di oltre 900.000 abitanti, con caratteristiche e problematiche differenti tra loro, e una produzione annua di rifiuti urbani di circa 600.000 tonnellate alle quali va aggiunta una quota di oltre 1.800.000 tonnellate di rifiuti speciali. Il piano è articolato in due stralci, quello relativo alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati ed alla gestione dei rifiuti speciali anche pericolosi e quello della bonifica delle aree inquinate. L'attenzione spesso si concentra sui rifiuti urbani e i relativi impianti di smaltimento, dimenticando che gli urbani sono solo una parte, peraltro minoritaria, della questione rifiuti e che la parte del leone la fanno i rifiuti speciali che sono circa 2/3 del totale. In entrambi i casi è necessario attivare percorsi virtuosi di riduzione della produzione, riuso e riciclo partendo dal presupposto che i rifiuti, prima di essere tali, sono materia preziosa, e che lo saranno sempre più nel futuro. Da ciò ne consegue che vanno gestiti al meglio, rafforzando filiere di recupero e riciclo che in parte già costituiscono un importante settore economico della nostra provincia ma che possono esserlo ancora di più nel futuro. Tutto ciò implica di ripensare il modello di sviluppo con investimenti anche importanti in nuove tecnologie, ma soprattutto richiede un cambio di mentalità da parte di tutti. Sono convinto che i tempi per tutto ciò siano maturi - ha proseguito l'Assessore. In questo Piano c'è un cambio di mentalità e di modello di sviluppo, che abbiamo accolto in primis a partire dall'elemento cardine di un piano dei rifiuti che è quello della produzione annua che si prevede non più in aumento, ma stabile nel tempo, con valori intorno alle 600.000 tonnellate annue per l'intero ambito; ciò è possibile grazie a politiche di riduzione dei rifiuti e di una ripresa economica che non potrà non avvenire secondo modelli di sviluppo più rispettosi dell'ambiente. A questo si accompagna la scelta di passare da un sistema che poggia sulle discariche ad uno più moderno ed efficiente. Ad oggi, infatti, finisce in discarica, direttamente o indirettamente, oltre il 50% dei rifiuti prodotti nella nostra provincia. Ciò non è più sostenibile e va quindi ridotto il ruolo delle discariche fino renderlo realmente residuale. Per conseguire questo risultato è stato pianificato un forte innalzamento della raccolta differenziata fino al 70%: questo impone, come dicevo prima, investimenti importanti ma anche un cambio di mentalità perché tale obiettivo può essere raggiunto non con metodi di raccolta tradizionali ma solo con metodi che prevedano che sia il cittadino a differenziare, vedi porta a porta o sistemi analoghi, da diffondere il più possibile nel territorio. E' da questi due elementi, stabilizzazione della produzione dei rifiuti e aumento della raccolta differenziata, e dalle sinergie possibili tra i vari impianti dell'area vasta, che consegue una riduzione del fabbisogno di incenerimento a carico dell'impianto di San Zeno, comunque non superiore alle 55.000 tonnellate. In termini impiantistici in via preferenziale il Piano individua l'opzione di un repowering dell'impianto esistente. In questo contesto, se il Piano sarà approvato, sarà accantonato il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno e potranno essere sufficienti interventi sulla dotazione impiantistica esistente tali da far fronte alle necessità residue di trattamento termico e far si che la dotazione impiantistica migliori le proprie prestazioni sotto il profilo ambientale, ma anche di efficienza nel recupero e produzione di energia, senza dimenticare gli aspetti economici. Questo, però, non vuol dire non investire in impianti per il trattamento e smaltimento dei rifiuti. Tutt'altro. Oltre a quelli necessari su San Zeno, il Piano comporterà investimenti significativi in particolare per la realizzazione di biodigestori anaerobici, impianti importanti per il recupero della frazione organica. Spesso parlando di rifiuti prevalgono approcci ideologici e ci si trova discutere di qualche punto percentuale di raccolta differenziata in più o in meno, dimenticando che la raccolta differenziata è solo un mezzo, mentre il vero fine è il recupero di materia ed energia dai rifiuti. Questo comporta, da una parte un maggiore protagonismo del cittadino in particolare nel differenziare i rifiuti ma, dall'altra, anche investimenti per realizzare nuovi impianti con nuove tecnologie, come ad esempio i biodigestori anaerobici per il recupero della frazione organica, che consentano un reale recupero dei rifiuti e che il Piano prevede siano realizzati. Solo così si può traguardare un obiettivo ancora più significativo delle percentuali di raccolta differenziata, ossia la percentuale di rifiuti realmente recuperati, indicatore che è la vera cartina al tornasole di un efficiente e moderno piano dei rifiuti e che abbiamo stabilito non inferiore al 60%. Quello che portiamo in approvazione oggi è, in sintesi, uno strumento che ci consente significativi passi avanti rispetto al passato, e che si assume la responsabilità di scelte strategiche che daranno risposte a questioni molto sentite dal territorio, prima fra tutte Podere Rota", ha concluso l'Assessore Cutini.

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