Il laboratorio di educazione ambientale in visita all’impianto della Ecolat

Gavorrano In vista di un progetto dedicato alle scuole

Domenica, 4 Ottobre 2015

Vedere con i propri occhi come funziona un impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti è fondamentale per spiegare bene ai ragazzi perché è importante fare la raccolta differenziata. E soprattutto dove vanno a finire i rifiuti riciclati. Ecco perché gli operatori del laboratorio di educazione ambientale “La Finoria” di Gavorrano - Mario Matteucci, Marco Porciani e Fabrizio Santini - hanno visitato l'impianto Ecolat di Grosseto, che si occupa della separazione del multimateriale proveniente dalla raccolta differenziata e dal porta a porta. Nel corso della visita il responsabile dell'impianto EcolatAndreaContri, hamostrato passodopo passo, ogni fase dellalavorazione del multimateriale. “Il laboratorio “La Finoria” - spiega il direttore Mario Matteucci - si occupa da oltre 20 anni di educazione ambientale. Abbiamo deciso di visitare Ecolat in vista di un progetto sullo sviluppo sostenibile destinato agli studenti delle scuole elementari e medie del comune di Gavorrano ed estendibile ai comuni vicini. L'argomento è proprio la gestione dei rifiuti. Faremo degli incontri in classe di preparazione e di formazione, coinvolgeremo i ragazzi in attività esterne di pulizia di alcuni luoghi frequentati dai giovani e a primavera organizzeremo una iniziativa coinvolgendo anche i genitori, proprio sulla raccolta differenziata. Abbiamo pensato ad una competizionein cui vinceràla famiglia che sa differenziare nel modo corretto, senza commettere errori. L'obiettivo è sensibilizzare i giovani e attraverso loro arrivare agli adulti, spiegare la necessità di produrremeno rifiuti el'importanza civile, ambientale ed economica di un corretto smaltimento. Far conoscere l'impianto Ecolat e raccontare come il rifiuto che esce dall'impianto sia destinato a nuova vita, ci consente, inoltre, di far capire ai cittadini dove va a finire la loro spazzatura, sfatando la leggenda metropolitana del tanto buttano tutto nello stesso calderone”. Ilmultimateriale che proviene dalla raccolta differenziata urbana, è composto daimballaggi in plastica, in alluminio, in acciaio, in tetrapak e in vetro. Ecolat si occupadella separazione eterogenea deimateriali, avviando successivamentei prodotti al Consorzio nazionaleimballaggi (Conai) che èl'organizzazione che per legge si occupa di recuperare e riciclare i rifiuti di imballaggio dando vita ai riprodotti. Qualche esempio? Con l'alluminio di 800 lattine si può costruire una bici nuova di zecca, con il materiale recuperato dalle bottiglie di plastica si possono realizzare panchine, oggetti di design, e felpe. Il tetrapak si trasforma in cartafrutta per diventare carta da tipografia e in ecoallene per gadget e gioielli di bigiotteria.