La grande monnezza umilia Roma

Marino e quelle promesse mancate. Strade al collasso. Il sindaco al contrattacco: «Salteranno delle teste»

Giovedì, 10 Luglio 2014

Inviando domenica un tweet da San Pietroburgo sulla straordinaria pulizia di quella città rispetto alla sporcizia di Roma, non immaginavo di scatenare il putiferio che ne è derivato. L’esperienza è stata in effetti scioccante. Non un briciolo di rifiuto trovato in tre giorni di visita a una città di cinque milioni di abitanti e assalita da decine di migliaia di turisti, mentre la capitale d’Italia ha nel centro e in periferia centinaia di pattumiere a cielo aperto. La colpa di Ignazio Marino non sarebbe superiore a quella dei suoi predecessori se il sindaco di Roma fosse meno presuntuoso. Non si può sputare sul passato senza saper gestire il presente. Non si possono usare toni sprezzanti verso i predecessori o assicurare più di un anno fa a chi scrive che lo spettacolo sarebbe migliorato dall’indomani e vederlo poi peggiorare fino allo sconcio quotidiano di oggi. La pessima gestione dei rifiuti a Roma è un problema nazionale perché questa è la principale vetrina dell’Italia e degli italiani. In nessuna capitale del mondo si vedono spettacoli simili: altrove è migliore la gestione del servizio, migliore l’educazione degli abitanti, migliore il controllo e autocontrollo dei turisti. Non capisco perché gli stessi stranieri che non lasciano cadere una carta di caramella nei meravigliosi giardini di Peterhoff a San Pietroburgo riducono ogni giorno a una pattumiera la scalinata di Trinità dei Monti. La verità è che siamo incapaci sia nella prevenzione che nella repressione. Sulle spiagge della California ogni 50 metri c’è un cestino dei rifiuti e un cartello che minaccia la multa di 1000 dollari a chi trasgredisce. Da noi chi sporca lo fa gratis. Quello dei rifiuti è in realtà uno dei grandi nervi scoperti della minorità italiana. In Italia esistono soltanto cinquanta termovalorizzatori, di cui metà in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Dopo lo scandalo internazionale del 2009 la Campania è rimasta con il solo impianto di Acerra ed esporta i suoi rifiuti in Olanda a caro prezzo. Come si fa a non provare vergogna al pensiero che la nostra spazzatura debba viaggiare in treno per migliaia di chilometri per essere trasformata in energia in un paese più civile del nostro? Roma non ha termovalorizzatori e nell’attesa che ne venga costruito uno si avvia forse sulla stessa strada. Nomisma ha calcolato che in Italia il mancato risparmio da riciclo dei rifiuti arriverà nel 2020 a 13,3 miliardi, più di quanto sono costati gli 80 euro mensili a dieci milioni di lavoratori dipendenti. Non tutte le città per fortuna sono come Roma e Napoli. In molti centri la raccolta differenziata funziona davvero, mentre in troppi altri quel che è raccolto separatamente nelle abitazioni viene riunificato nel versamento in discarica. Matteo Renzi sta riformando la Costituzione, la legge elettorale, la burocrazia. Ma fino a quando i suoi ospiti stranieri a passeggio nella capitale si troveranno di fronte allo spettacolo degli ultimi giorni la sua credibilità andrà fatalmente a soffrirne. Chi ospita qualcuno in casa facendogli trovare la pattumiera all’ingresso?