«Hotel, ora sgravi su Imu e rifiuti». Ascom: bene il no a tassa di soggiorno e Tasi». Marinoni: strategia per il turismo

Categoria in difficoltà, gli albergatori: «evitato un onere medio di 15 mila euro a struttura»

Giovedì, 8 Maggio 2014

Niente piu’ tassa di soggiorno, se ne riparla l’anno prossimo. E niente Tasi per gli hotel e per altre categorie produttive. Le anticipazioni sulle mosse di bilancio di palazzo Cavallo, pubblicate ieri dal nostro giornale, fanno esultare gli albergatori e l’intera Confcommercio.

«Decisione corretta e lungimirante», dicono senza mezzi termini i dirigenti del’associazione albergatori. «Siamo soddisfatti — rincara Confcommercio — che le ragioni degli albergatori che abbiamo saputo rappresentare abbiano avuto ascolto. Siamo convinti che non sia solo interesse delle imprese private del settore, ma di tutto il territorio, non rallentare la competitività delle strutture ricettive e non appesantire la condizione del turismo, che da noi è tutto da affermare e consolidare».

Le decisioni assunte dal Comune piacciono ai commercianti non solo per la tassa di soggiorno, peraltro una questione che aveva suscitato vibranti polemiche nei giorni scorsi, susseguite all’annuncio del sindaco sull’introduzione del balzello. Fanfani e la giunta cercavano con gli introiti della tassa, calcolati in circa quattrocentomila euro, di reperire risorse da investire poi nel settore del turismo, stanet la cronica mancanza di fondi che affligge le casse comunali, da pochi giorni colpite da una ulteriore riduzione dei trasferimenti dello Stato (mezzo milione, euro più euro meno). Le argomentazioni degli albergatori contro il prelievo di un euro a stella per gli ospiti si basavano soprattutto sulla considerazione che le tariffe della stagione erano già state pianificate e che dunque la tassa sarebbe andata a gravare su un prezzario all’osso e in una situazione di grave difficoltà per le strutture ricettive.

Soggiorno a parte, eccoci all’altro corno della questione, ovvero alla Tasi. L’apprezzamento di Ascom riguarda anche e soprattutto la decisione di esentare gli alberghi, come altre categorie produttive, dall’applicazione della nuova imposta sui servizi indivisibili che solo sugli hotel alberghi avrebbe gravato per una media di 15mila euro a struttura. Allo stesso tempo l’associazione di categoria chiama il Comune a compiere «ogni sforzo per ridurre l’Imu sugli immobili della ricettività ai limiti consentiti dalla legge nazionale. Infine, per quanto riguarda la tassa sui rifiuti Tari, chiede che siano applicati le riduzioni e le esenzioni previste per legge, come l’esclusione dal computo della tassa delle superfici non direttamente produttive di rifiuti, come hall e corridoi».

Interviene anche il direttore dell’associazione Franco marinoni: «Ringrazio Fanfani e la Giunta per questo atto di intelligenza politica e di attaccamento al territorio e alla sua vocazione turistica, siamo a disposizione per costruire una strategia condivisa tesa ad affermare Arezzo in questo settore. Le imprese ricettive si stanno impegnando a competere in un mercato molto agguerrito, dove si perdono clienti sul filo del centesimo. Ma rischiano di remare contro corrente, se alle spalle non hanno un territorio forte e coeso, accogliente, dotato delle infrastrutture necessarie e con un buon appeal».