Gli 007 dell’ambiente disinnescano le bombe ecologiche nel territorio

Martedì, 4 Marzo 2014

Esattamente un anno fa la Forestale di Arezzo mise i sigilli nell'area della ex Toscana Tabacchi di Ambra. Un'area di 37mila metri quadrati, dove venne accertata la presenza di migliaia di metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Amianto in via di disgregazione, bidoni di acido, soda caustica, materiali oleosi, imballaggi contaminati da sostanze infiammabili e altamente volatili, fanghi industriali e altre sostanze tossiche derivanti dal ciclo industriale furono solo alcune delle scoperte all'interno dell'edificio.

A maggio del 2011 invece, blitz della Forestale alla ex Lebole. Un'area di 132mila metri quadrati, dove vennero ritrovati all' interno e all'esterno dei fabbricati batterie per auto, lampade al neon, fusti di carburante, materiali elettrici e elettronici, monitor con tubo catodico, diluenti e bombole di gas.

E poi c'è il caso dello stabilimento della Fontemura sull'Alpe di Poti del maggio 2011. Dentro e fuori il capannone industriale vennero ritrovati rifiuti tossici, solventi, vernici, coperture in eternit, bottiglie di plastica, tappi in metallo e macchinari. "C'è un altro aspetto da tenere inconsiderazione

- spiega Marco Mazzi del Corpo Forestale - queste aree diventano facile bersaglio per ladri in cerca di metalli da rivendere al mercato nero e, in altre circostanze, diventano la location ideale per incontri di soft-air. Proprio all'interno della Fontemura ricordiamo l'episodio che qualche anno fa ha visto protagonista un giovane rimasto ferito durante un combattimento di questa disciplina”.