"Comune al dissesto? Non è vero, Tenucci cerca visibilità alettorale"

La replica di Cavezzini: «In questi 5 anni non abbiamo acceso mutui»

Lunedì, 29 Febbraio 2016

«COMPRENDO come le oramai prossime elezioni amministrative portino ad uscite pubbliche per posizionarsi ed affermarsi, mi permetto tuttavia qualche precisazione in merito ai fatti al di là degli aspetti di campagna elettorale». Inizia così la replica del sindaco di Scansano Sabrina Cavezzini dopo le accuse di Francesco Tenucci. «La situazione economica del Comune è certamente difficile – inizia –. Come dice Tenucci, questa Amministrazione ha operato a partire da un montante di mutui di 8.000.000 che comportano una “rata” annuale di circa 700 mila euro tra quota interessi e quota capitale da restituire. In questi 5 anni l’amministrazione non ha contratto mutui e con la gestione fatta, nonostante le difficoltà, oggi il debito del Comune è al di sotto della soglia massima permessa, cosa che non è stata nei primi anni di questa Amministrazione in cui eravamo fuori dai parametri consentiti». Poi sul risarcimento del danno a un cittadino la Cavezzini puntualizza che «il Consiglio Comunale prese atto del danno e della nostra conseguente richiesta di rimborso all’assicurazione a valere della polizza che abbiamo stipulato a suo tempo, la procedura si concluderà a breve, considerando che i comuni stipulano polizze assicurative proprio per coprire tali rischi». Il sindaco chiarisce la sua posizione anche sulla decisione di mettere in liquidazione la Municipalizzata: «In un’ottica di massima trasparenza dell’operato del Comune, che ad oggi sta procedendo ad effettuare le verifiche sui bilanci della società». Tenucci aveva chiesto lumi anche sui rifiuti: «associare l’incremento della tassa sui rifiuti al tentativo di frenare le criticità di cassa è semplicemente errato. La tassa sui rifiuti, per legge, deve coprire il 100% dei costi del servizio, né di più, né di meno, quindi dovrebbe essere più o meno neutra ai fini dell’equilibrio di cassa. Le tariffe sono state incrementate perché il servizio costa più di prima, peraltro ora esso non dipende più direttamente dal Comune, visto che è gestito in forma unitaria e omogenea tramite l’Ato e svolto da un gestore unico per le tre province di Grosseto, Siena ed Arezzo». Chiusura sul sociale. «Il Comune - eplica Sabrina Cavezzini – non ha mai speso 355.000 euro annui come scritto, la cifra massima raggiunta è stata di 305.000 euro. Nel fare i confronti con i servizi Asl di altre realtà, comunque, bisognerebbe dire per correttezza come, nel caso del Comune di Scansano, siano ricompresi anche altri servizi (ad esempio gestione biblioteca e asilo nido) che non rientrano nei servizi di base».