Clima, questa è l’ultima chiamata

Iniziato a Parigi l’attesissimo vertice: presenti 150 capi di governo tra eccezionali misure di sicurezza

Martedì, 1 Dicembre 2015

Cop21, la Conferenza mondiale sulclima,incorso aParigi entra nel vivo per giungere a un accordo concreto per una vera e propria sfida per salvare il pianeta. In una Parigi blindata, dopo gli attentati del 13 novembre scorso, i leader di 150 Paesi si stanno, quindi, riunendo attorno a un tavolo a Le Bourget per raggiungere un accordo giuridicamente vincolante sul contrasto ai cambiamenti climatici. Accordo che, nelle intenzioni,dovrebbe finalmente voltare pagina rispetto all’ormai datato Protocollo di Kyoto del 1997. “Non possiamo accontentarci di un accordo al ribasso”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, nel suo discorsoinaugurale della conferenza. “Abbiamo un obbligo di successo, la posta in gioco è troppo importante, il mondo si aspetta da noi quattro parole: la missione è compiuta”. Gi ha fatto eco Matteo Renzi. “Sul clima l’Italia fa la sua parte, ma non tutti a livello mondiale si comportano allo stessomodo”, ha dettoil presidente del Consiglio. La Francia ha messo in campo 15.500 i poliziotti in tutta la Regione, quasi 3.000 a Le Bourget per la cerimonia di apertura della Cop21, che si è svoltaieri conla partecipazione del presidente Usa Barack Obama,illeader russo Vladimir Putin, oltre a Francosi Hollande, Matteo Renzi, come detto, e David Cameron. L’obiettivo è sempre quello di contenere il più possibile le emissioni di gas a effetto serra e bloccare l’innalzamento delle temperaturemedie terrestri entro i 2 gradi centigradi: perilmomentoi piani dei paesi “sforano” l’obiettivo continuando con l’attuale ritmo. C’è da convincere, inoltre, i paesiin viadi sviluppo che da sempre lamentano il loro diritto all’industrializzazione. Intanto, almeno 19 paesi, si sono impegnati a investire 20 miliardi di dollari in ricerca sull’energia pulita nei prossimi 5 anni. Lo riferisceilGuardian precisando che, tra questi paesi, appaiono Stati Uniti, Cina, Canada, Regno Unito e India. Altri leader mondiali di spicco nel settore business tra cui il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates e il presidente del gruppo di e-commerce cinese Alibaba potrebberolanciareiniziative simili a Parigi.