A Cinigiano è battaglia dopo il bilancio preventivo

Il sindaco Sani: «Colpa anche dell’abbandono dei rifiuti»

Domenica, 2 Agosto 2015

CINIGIANO. «Conferme, pericolose novità e aumento delle spese e delle tasse che salgono come le temperature estive». Questo il giudizio drastico della minoranza di Cinigiano guidata da Giovanni Barbagli, come chiosa al consiglio comunale di qualche giorno fa che ha approvato il bilancio preventivo 2015 e pluriennale 2015/2017. «Crescono le spese di funzionamento della macchina comunale che arrivano a sfiorare il 45% delle intere risorse a disposizione - è il commento della minoranza - e quello che è più grave le retribuzione dei livelli più alti superano quelle degli altri comuni dell'Unione Comunale. Insomma una macchina mangia soldi che sottrae risorse a voci come la cultura, la scuola, il turismo, il sociale, voci che hanno a disposizione percentuali ad una cifra. Quello che appare anche più grave è la spesa di operatori che lavorano per tutti i comuni della zona ma che sono purtroppo al libro paga solo del comune di Cinigiano oppure spese che dovevano diminuire con l'adesione alla Unione dei Comuni e che invece raddoppiano essendo a carico sia dell'Unione del Comuni che del comune di Cinigiano». Ma quel che più di ogni altra voce preme alla minoranza sono le tasse, soprattutto la Tari: «Non diminuiscono le spese dei cittadini per utenze come gas, luce e acqua e soprattutto per il gas assistiamo alla mancata rinegoziazione del contratto di concessione con la società Estragpl. Ma in particolare crescono le tariffe come la Tari per effetto delle decisioni che il Comune di Cinigiano ha avallato approvando i Bilanci fallimentari di Ato sud che invece di ridurre i costi della raccolta dei rifiuti li ha aumentati (nei prossimi anni aumenteranno di oltre 70 euro l'anno). Ma quello che è gravissimo i cittadini saranno chiamati a coprire il cosiddetto fondo di garanzia che prevede che per inadempienze nel pagamento da parte dei comuni, saranno proprio i cittadini ad essere chiamati a ripianare i debiti. Assurdo e inconcepibile - sottolinea Giovanni Barbagli - e noi abbiamo chiesto le dimissioni del responsabile di Ato sud ritenendo questa decisione illegittima e discriminante». Dal canto proprio il sindaco di Cinigiano Romina Sani spiega il perché delle decisioni della maggioranza rispetto all’aumento della Tari: «La Tari subisce l incremento previsto in assemblea Ato (e ripartito nei prossimi cinque anni); è un incremento dovuto al mancato gettito che non può più essere, con la nuova contabilità armonizzata, considerato in maniera più blanda. Il momento impone la necessità di un atteggiamento molto prudente, oltre al puntuale lavoro di accertamenti - specifica Sani- Quindi nel Pef (piano economico finanziario) si registra un aumento del costo del servizio, dovuto purtroppo anche ai numerosi caso di abbandono dei rifiuti e micro discariche. I quali pesano con costi aggiuntivi che ricadono sulla collettività. Una buona educazione e civiltà già comporterebbe un risparmio notevole. Importante il riconoscimento ottenuto per frazioni di Monticello Amiata e Castiglioncello Bandini che si trovano nella fascia climatica per richiedere sconto su gas e gasolio». E il sindaco si appella al governo «affinché possa lasciare ai comuni la competenza di una vera politica tributaria locale».