Chiesti stralci da parte, tra gli altri, anche del comitato di Podere Rota. Carbini presenta un'interrogazione

Giovedì, 20 Febbraio 2014

Il comitato vittime della discarica di Podere Rota, Italia Nostra Toscana, associazione tutela Valdichiana, Forum ambientalista Toscana, comitato salute ed ambiente, WWF Toscana e Arezzo, Cgil Arezzo, comitato acqua pubblica Arezzo, Prc/Se-Verdi in una nota congiunta chiedono alcuni stralci. Il consigliere Carbini affronta l'argomento nel prossimo consiglio comunale di San Giovanni.

Piano interprovinciale rifiuti: il consiglio provinciale di Arezzo approva, il comitato vittime della discarica di Podere Rota, Italia Nostra Toscana, associazione tutela Valdichiana, Forum

ambientalista Toscana, comitato salute ed ambiente, WWF Toscana e Arezzo, Cgil Arezzo, comitato acqua pubblica Arezzo, Prc/Se-Verdi in una nota congiunta chiedono alcuni stralci. Sull'argomento interviene anche il consigliere sangiovannese dei Riformisti Francesco Carbini.
Gli stralci richiesti al piano riguardano “la previsione di un incremento della potenzialità termovalorizzatrice dell'inceneritore di S. Zeno, portandola a 55.000 tonnellate annue, sia sotto forma di repowering dell'attuale impianto che di costruzione di uno nuovo”, “la previsione di un digestore anaerobico a Podere Rota, stralcio finalizzato a rivalutarne l'ubicazione logistica. Le varie associazioni e realtà politiche chiedono anche “di rispettare la vigente normativa sulla riduzione di rifiuti, prevedendo per il futuro una diminuzione reale della loro produzione, quantomeno in linea con il trend degli ultimi anni, di rivedere, al ribasso, la percentuale di scarti da raccolta differenziata” e “di tornare al rispetto, all'interno del P.I.R. e delle 2 Giunte Provinciali, degli accordi storici di “reciprocità” tra le Province di Firenze ed Arezzo vigenti solo fino a qualche mese fa, che prevedevano, in base al principio di leale collaborazione tra enti, un bidirezionale scambio di flussi di rifiuti tra l'Ato Toscana Centro e l'Ato Toscana Sud, inspiegabilmente scomparsi di recente: ciò che costringe ad uno stress continuo l'impiantistica di Casa Rota, che a fare dal 1998 smaltisce e tratta decine di migliaia di tonnellate rifiuti annui provenienti non solo dal Valdarno Fiorentino e dalla Valdisieve, ma anche dall'Area Metropolitana Fiorentina, senza essere minimamente “contraccambiata” in un rapporto solidale inter-ato”.
Sull'argomento e alla luce dell'approvazione del piano interprovinciale interviene, dopo averlo fatto numerose volte sul tema della discarica di Podere Rota, il capogruppo consiliare dei Riformisti Francesco Carbini che presenterà nel consiglio di San Giovanni del 27 febbraio un'interrogazione. Carbini parte da alcuni punti previsti dal piano: “l'uso della discarica di Terranuova fino a esaurimento delle volumetrie, la concessione fino al 2021 allo smaltimento dei rifiuti all'interno dell'area vasta e quindi la disdetta degli accordi interprovinciali che avrebbero dovuto obbligare l'Ato Toscana centro a rispettare il principio di leale collaborazione tra enti, tramite il trattamento nei propri impianti di ambito di parte dei rifiuti conferiti a Casa Rota, la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica nell'area di Podere Rota”.
Il capogruppo dei Riformisti Francesco Carbini si rivolge, dunque, al sindaco e alla giunta, “per sapere la data sicura della chiusura di Podere Rota, chiedere lo stralcio del digestore anaerobica dal piano, il rispetto degli accordi di reciprocità, un minore conferimento in discarica, di accorciare i tempi per il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata e la previsione di un impianto che possa rispondere alle enormi quantità di amianto che dovranno essere conferite e smaltite a norma di legge”. Infine il consigliere chiede “se e come sindaco e giunta intendono attivarsi per perseguire gli obiettivi previsti dal piano interprovinciale per la raccolta differenziata al 70% adottando i sistemi di incentivazione dei comportamenti virtuosi”.

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