A Chianciano la Tari è alle stelle «Ma è un’operazione di equità»

Mercoledì, 25 Novembre 2015

IL SINDACO, Andrea Marchetti, la chiama «operazione di equità sociale». Perché prima, forse, gli albergatori pagavano troppo; sicuramente, seguendo sempre la vecchia ripartizione della spesa fra utenze domestiche e attività commerciali, pagherebbero troppo oggi rispetto al flusso dell’attività turistica, per una produzone di rifiuti calata nel tempo insieme agli ospiti. Allora, anche se a Chianciano Terme gli amministratori non vogliono sentire parlare di «pasticcio Tari», certo è che il quasi raddoppio della tariffa (da 104 euro a 164 euro pro capite l’anno), con bollettini che dall’anno scorso a questo vedono aumenti del 70-80% della spesa a carico delle famiglie, non passano inosservati. Anzi: a ridosso del saldo della Tari (entro novembre) sono tanti i cittadini a chiederne conto al Comune.Una famiglia di tre persone che nel 2014 pagava intorno a 300 euro, oggi ne deve almeno 500. E in cambio dello stesso servizio. Il tutto parte da quel ‘piano economico finanziario’ (Pef) – votato ad inizio anno dal consiglio comunale in sede di approvazione di bilancio – che alla spesa rifiuti (fra raccolta e spazzamento delle strade) vede un conto per il Comune a favore del gestore unico (Sei Toscana) da 2,2 milioni di euro l’anno. «Il problema vero era l’errata ripartizione della spesa fra le utenze precedente – spiega l’assessore Damiano Rocchi –, con gli albergatori che si ritrovavano a pagare cifre sproporzionate rispetto alla produzione di rifiuti. Anche 25mila euro l’anno. Abbiamo fatto un’analisi delle tariffe e di pari passo verificato la produzione di rifiuti. Venendo così a notare che a Chianciano avevamo una tariffa domestica più bassa rispetto a quelle degli altri Comuni senesi: 104 euro pro capite per una produzione di 420 chili di rifiuti, quando la spesa media fra i vicini è di 150 euro. E’ stato il primo campanello d’allarme: in sostanza le attività economiche pagavano il doppio rispetto a quello che consumavano (l’utente turistico produce 2,2 chili di rifiuti a presenza e Chianciano si avvia a chiudere un anno da 650mila presenza), andando in parte a pagare anche per le utenze domestiche. Abbiamo allora ripartito equamente la spesa, con la parte non fissa della tariffa caricata per il 60% sui cittadini e per il 40% sulle attività economiche. Oggi una famiglia di tre persone con abitazione da 100 mq paga per i rifiuti 1,10 euro al giorno. La questione nasce dal fatto che dal 2006 ad oggi nessuno aveva più monitorato il flusso turistico né aggiornato un servizio usato in modo diverso».«Un’operazione di equità», appunto, diceva il sindaco. Il tutto gira attorno a quel piano ‘pulizia’ consegnato da Sei Toscana (che il Comune deve pagare entro dicembre, di qui la riscossione anticipata del saldo Tari a novembre) che per un comune come Chianciano da 7.200 abitanti chiede 2,2 milioni di euro: allora perché non rivalersi sul gestore e invece caricare sul cittadino? «La convenzione (tramite Bando) fra l’Unione dei comuni e il gestore unico è stata firmata nel 2013 ed è trentennale – spiega il sindaco Marchetti –. Io oggi devo pagare quel conto, non voluto da me; per un servizio poi non così efficente. La battaglia vera è con il gestore e contiamo in futuro, già dal prossimo anno, di ricavare delle economie che riverseremo, a credito, sui cittadini, visto che oggi sono quelli che ne supportano la spesa maggiore. Certo è che far pagare un tessuto economico in quel modo, con carichi inappropriati su un centinaio di alberghi oggi aperti 4 mesi, non era sostenibile. Importante è però che non si creda che facciamo pagare i cittadini perché gli alberghi non pagano le tasse: c’è un insoluto, certo, ma quello resta e andremo a riscuoterlo forzatamente. Ma non siamo andati a coprire buchi, quanto a ripartire più equamente la spesa».