Cave di Quarata: si allarga il tavolo tecnico

Anche la Forestale seguirà le questioni ambientali e farà controlli nella zona

Venerdì, 9 Maggio 2014

Arpat, Asl,Comune, e Provincia di Arezzo e adesso Corpo Forestale. Ecco il tavolo tecnico che è stato attivato e che, coordinato dal Comune di Arezzo, segue in maniera unitaria le questioni ambientali del cosiddetto triangolo delle cave di Quarata. Un coordinamento che si traduce in primo luogo nella condivisione di tutte le informazioni singolarmente disponibili e in una nuova verifica della qualità delle acque sotterranee, rimodulando la rete dei punti di monitoraggio e dei parametri esaminati tenendo conto della localizzazione dei siti su cui sono stati effettuati gli accertamenti ordinati dalla magistratura ed eseguiti da parte della Forestale ed Arpat. Nei siti indagati sono stati effettuati scavi che hanno permesso di individuare la presenza di rifiuti di demolizione e di rifiuti vari,oltre che di fanghi ed altri tipi di rifiuto,principalmente correlabili con le attività di escavazione e di trattamento degli inerti che si stanno protraendo ormai da 40 anni. Tutti i rifiuti sono risultati non pericolosi, manell'acqua affiorante prelevata nelle zone di deposito rifiuti si sono riscontrati superamentidelleCsc (Concentrazioni Soglia Contaminazione) previste dallanormativainmateria di bonifiche per alcuni parametri: idrocarburi clorurati e non, alcuni metalli. L'acquifero è stato monitorato daArpat negli anni 2006-2011 ed è risultatononcontaminato, salvo in singoli pozzi, dove nel passato sono state riscontrate concentrazioni di boro superiori alle Csc. Per una porzionedi territoriodenominata cava Rogialli è stata attivata la proceduradi bonifica. L'acquifero è stato ed è in parte utilizzato ad uso potabile non acquedottistico, ma in quanto scarsamente protetto èdaconsiderarsi intrinsecamente vulnerabile. Possibili fattori di rischio sono costituiti dalle attività antropiche che sisono succedute negli anni: scarichi civili, escavazioni, trattamento degli inerti, serbatoi interrati,attivitàdi ripristino delle aree escavate, riempimenti di aree escavate, movimento di mezzi pesanti. La qualità è nell'insieme buona, ma sono presenti segnalidi scadimentodella qualità delle acque, in particolare per la presenza su parte dei punti oggetto del monitoraggiodi idrocarburi inconcentrazioni variabili nel tempo, non sempre dosabili alle analisi, macomunque sempre inferiori alla Csc. Non sono invece risultatipresenti altri inquinanti, ad eccezione in alcuni casi di ferro e manganese, comuni in molti acquiferi e di probabile origine naturale. Un'ulteriore verifica della rappresentatività dei punti di monitoraggio e dello stato dell' acquifero è ora opportuna, visti gli esiti delle indagini Cfs e Arpat. Complessivamente la qualità delle acque rientra nei parametri di potabilità, fatte salve situazioni particolari, fra cui la locale presenza di ferro e manganese.