Blitz della Forestale nell’area produttiva dismessa in Valdichiana vicino al casello A1.

Dopo la crisi, i rifiuti. Sequestrata l’ex Tab: è una discarica nociva

Martedì, 4 Marzo 2014

Una bomba ecologica alle porte di Marciano della Chiana. Sono stati gli uomini del Corpo

Forestale dello Stato di Arezzo a porre sotto sequestro l'area della ex Tab Spa. L'azienda si trova nell'area industriale tra Monte San Savino e Marciano, a pochi passi dalle piscine Crocodile

e dal casello dell'A1. Qui, fino a qualche tempo fa, venivano realizzate cabine per docce. La crisi però ha costretto la Tab (dopo un paio di trasformazioni societarie) a chiudere i battenti in pochi

giorni. Ma all'indomani della cessazione di attività ecco che all'interno dello stabilimento sono stati ritrovati ben 800 metri cubi di rifiuti speciali e tossici e 80mila litri di liquami nocivi all'ambiente

e alla salute. Il tutto dislocato in un perimetro di sei ettari di capannoni e terreni.

"E' evidente - ha spiegato il comandante provinciale reggente Alberto Veracini – che tutto questo non è frutto di settimane di incuria. La presenza massiccia di scarti e materiali pericolosi indica

che questa situazione è stata creata negli anni. L'area attualmente si trova sotto sequestro e la magistratura è al lavoro per comprendere meglio le responsabilità. Attualmente non è stato ancora identificato un responsabile visto che nel corso degli anni questa azienda ha subito

numerosi passaggi di vertice. Quello che è accertato è che il terreno è di proprietà di un istituto bancario della zona e, con ogni probabilità, sarà loro compito provvedere alla messa in sicurezza e

alla bonifica dell'area. Successivamente, terminate le indagini, potranno rivalersi sui responsabili".

Eternit, polveri per la verniciatura, macchinari in disuso, scarti di ferro e acidi corrosivi. Quantità di materiali e sostanze ammassate dentro e fuori lo stabilimento.

L'unico elemento a mancare è il rame. Già, perché l'area pur essendo sottoposta a sequestro è facilmente accessibile. Con ogni probabilità, come hanno fatto notare gli agenti della Forestale aretina, è stata visitata da personaggi operanti nel settore del mercato nero dei metalli. Neanche un filo di rame è rimasto all'interno della ex Tab.

Ma non è tutto. La Forestale ha già provveduto ad allertare le amministrazioni comunali di Marciano e Monte San Savino. Una precauzione doverosa data la pericolosità dell'area. Inoltre, al

momento anche l'Arpat sta operando nello stabile per comprendere come e in quale misura vi siano danni di natura ambientale dovuti al riversamento di agenti inquinanti nel terreno.

"E' importante - ha concluso Veracini - che si comprenda la gravità di comportamenti di questo tipo. Rispettare le normative in materia ambientale non significa necessariamente aumentare i

costi per le aziende. Al contrario. Chi si attiene alle regole crea posti di lavoro più sani per i propri dipendenti e contribuisce a dare il buon esempio. A livello nazionale sono molti gli esempi di stabilimenti che hanno causato veri e propri scenari tragici per ambiente e salute umana.

Anche nel territorio provinciale sono stati molti i casi che ci hanno visto intervenire. Solo attraverso l'attività di prevenzione ed informazione possiamo evitare che nel futuro si riscontrino ancora

situazioni come questa.