Associazioni ambientaliste e comitati al piano provinciale. «Attenti, vogliono il maxi inceneritore»

«Le parole nascondono un raddoppio mascherato»

Venerdì, 21 Febbraio 2014

«Il raddoppio dell’inceneritore di San Zeno non serve», aveva dichiarato l’assessore provinciale all’ambiente Andrea Cutini al momento di presentare ilpiano interprovinciale dei rifiuti». «Il nuovo termovalorizzatore è del tutto inutile», ha rincarato la dose in un’intervista al nostro giornale Fabrizio Vigni, presidente di Sei Toscana, il consorzio di aziende che si è aggiudicato — unico concorrente — la gestione del ciclo dei rifiuti nell’area vasta della Toscana del Sud.
Tutto chiaro, dunque? L’unanimità di pareri ai massimi livelli sembrerebbe tagliare la testa al toro: niente raddoppio dell’impianto aretino, soprattutto sulla base della diminuita produzione dei rifiuti, una tendenza che sarà confermata anche nel 2014.
Eppure c’è chi non è convinto. Associazioni e comitati ambientalisti prendono carta e penna per firmare un lunghissimo documento nel quale esprimono le loro preoccupazioni. In campo scendono Italia Nostra, l’associazione tutela Valdichiana, il comitato vittime della discarica di Podere Rota, il forum ambientalista Toscana, il comitato salute e ambiente, il Wwf, la Cgil aretina, il comitato acqua pubblica, Rifondazione e i Verdi. Insomma, un’autentica levata di scudi contro una manovra che secondo queste associazioni, maschera la realtà dei fatti. In particolare si punta il dito sull’«esagerata previsione di produzione futura dei rifiuti dalla quale discende l’ineluttabilità, secondo gli estensori del piano, del sostanziale raddoppio dell’inceneritore di San Zeno, furbescamente mascherato e camuffato da manutenzione straordinaria».
Nel mirino potenzialità di incenerimento prevista in 55 mila tonnellate di rifiuti annui, «quantità inappropriata» perché prende come riferimento il 2010 «mentre sarebbe stato più congruo la quantità del 2012 per simulare la produzione futura al 2025».
E’ inoltre inammissibile, sostengono le associazioni, che non sia tenuta in considerazione, nel valutare la potenzialità di incenerimento in area vasta, il sottoutilizzo «del termovalorizzatore di Poggibonsi che ha una capacità di incenerimento di 71 mila tonnellate di rifiuti all’anno mentre ne brucia al massimo 52 mila e sarebbe quindi in grado di fare fronte a eventuali necessità qualora si presentassero».
E’ dunque esagerata, si ribadisce, la previsione per San Zeno di 55 mila tonnellate, indispensabile invece «la completa messa in sicurezza dell’attuale impianto con l’adozione delle migliori tecniche di abbattimento degli inquinanti in uscita e senza procedere a nessun incremento della potenzialità essendo sufficiente l’attuale per circa 40 mila tonnellate annue».
Il dibattito sui rifiuti resta dunque più attuale che mai e non solo per la questione San Zeno, ma anche alla luce delle aspre polemiche sulla stangata dei rifiuti che i sindaci hanno «congelato» fino a marzo. La contrapposizione tra i 109 comuni dell’Ato 4 e il presidente di Sei Toscana Fabrizio Vigni è vibrante e siamo solo ai primi capitoli.