"Asiu, la toppa è peggio del buco"

Sabato, 25 Luglio 2015

«LA VICENDA ASIU, sta assumendo in questi giorni da contorni drammatici a grotteschi, legati alle nomine del nuovo cda». Ad commentare la situazione delle nomine è il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi. «Asiu è una società con un bilancio 2014 chiuso con oltre 700 mila euro di deficit e con oltre 30 milioni di debiti: 6 milioni di debiti solo nei confronti dei fornitori a cui si aggiungono quelli con le banche, gli ammortamenti degli impianti (Tap e Cdr) e la fideiussione per il post mortem della attuale discarica di Ischia di Crociano – incalza Parodi - la nomina del consigliere Olmo, mai stata oggetto di discussione nell’assemblea dei soci, ma piovuta dall’alto poche ore prima della votazione, alla luce del art. 6 della Legge Madia (114/2014) risulta appunto grottesca. Il sindaco di Piombino prima dichiara che i legali di Asiu stanno facendo approfondimenti sulla compatibilità e poi in un comunicato stampa congiunto con il sindaco Campiglia, beatamente afferma che sapeva tutto dell’incompatibilità di Olmo già prima della nomina ma ha deciso di inserirlo nel cda per un anno a costo zero.  DA SOCIO di Asiu e da cittadino - interviene il sindaco - mi sento un po’ preso in giro, visto che nell’assemblea del 15 luglio, dove si sono votate le nomine, questa questione non è mai uscita fuori e tanto meno la gratuità della prestazione di Olmo, anzi è stata rimandata ad assemblea successiva la ripartizione dei compensi». «Personalmente vista la gravità della situazione economica/finanziaria di Asiu - continua Parodi - non sento la necessità di un pensionato, che in maniera volontaria venga a prestare la sua opera nel cda, ma per il bene dei cittadini e dei lavoratori vorrei un professionista competente nel settore anche da remunerare, ma che risolva i problemi». La situazione debitoria di Asiu ha fatto fare marcia indietro a Sei Toscana, che dal 1° di agosto, come già stabilito da decreto del direttore di AtoSud, non acquisterà invece nessun ramo di azienda di Asiu, «ma proporrà di affittare personale e mezzi fino a quando i conti della partecipata non ritorneranno con il segno positivo.  IL CHE significa due cose: che i lavoratori non passeranno in Sei Toscana e che questo processo di affitto e di insicurezza per loro si protrarrà per i prossimi 3 anni. Questo scenario drammatico, sottovalutato e taciuto per troppo tempo dai sindaci, ora si palesa con tutte le sue difficoltà. Il nuovo corso del presidente Caramassi, nel solco di Murzi, non promette niente di buono: costruire discariche per riempirle di rifiuti speciali e pericolosi può essere anche un business redditizio che richiede però onerosi investimenti iniziali da fare con capitali pubblici (oltre 25 milioni di euro per costruire la discarica sulla Li53, oltre 3 milioni di euro per il «cono rovescio» , senza contare le fidejussioni che devono essere versate a garanzia della chiusura a fine vita) e tempi autorizzativi lunghi che, una società al collasso come Asiu e i suoi soci non possono permettersi».