“Aprile è stato il mese più inquinato della storia. In questo modo si facilitano alluvioni e siccità”

Legambiente sollecita il governo italiano ad adottare politiche in grado di contrastare il fenomeno, nel mirino i trasporti

Lunedì, 9 Giugno 2014

Un mese da record.Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia con il livello medio di anidride carbonica in atmosfera che ha superato in modo costante le 400 parti per milione (ppm). Un dato che, secondo Legambiente, indica l’urgenza di affrontare al più presto e in maniera concreta la questione dei cambiamenti climatici, causa dominante del riscaldamento globale che provocherà cambiamenti nella temperatura dell’aria,

degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari. Le più importanti modifiche climatiche previste per i prossimi anni, come ha sottolineato il rapporto Ipcc dell’Onu, sono l’aumento delle temperature globali compreso tra 2 e 4 gradi e del livello medio del mare da 50 ad 80 cm entro fine secolo, una forte diminuzione della copertura glaciale tra -15% e -55%, precipitazioni più intense e aumento sia delle alluvioni che dei fenomeni di siccità. Per Legambiente il contrasto ai cambiamenti climatici è una sfida cruciale da affrontare della politica nazionale ed europea ed è quanto l’associazione torna a chiedere. «L’Italia, con il semestre italiano di presidenza europea - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - è chiamata a svolgere un ruolo importante e incisivo nella lotta ai cambiamenti climatici, stabilendo politiche più risolutive e ambiziose e significativi impegni di riduzione delle emissioni di carbonio per tutti i Paesi europei». «In particolare - continua Cogliati Dezza - per contenere il surriscaldamento sotto i 2 gradi ed evitare la catastrofe climatica, l’Unione europea e l’Italia dovranno impegnarsi a ridurre almeno del 55% le emissioni interne entro il 2030,a raggiungere il45%di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40%per portare avanti una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio. Ma per realizzare questi obiettivi è importante il sostegno del Governo italiano attraverso una politica nazionale energetica che abbandoni la strada delle fonti fossili e punti, invece, a una forte espansione delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della chimica verde, in grado tra l’altro di creare nuove opportunità di lavoro, di innovazione e sviluppo di tecnologie». «Accanto a una politica energetica nazionale - conclude Cogliati Dezza- è importante che il Governo intervenga con interventi mirati sui settori più inquinanti, a partire da quello dei trasporti.